Coperture piane cosa sapereCoperture piane non praticabili

 

Informazioni generali

Le coperture piane sono l’elemento conclusivo di un edificio, la cui pendenza è inferiore al 5 per cento. Anche se lieve, questa pendenza è sufficiente per convogliare e smaltire in modo idoneo le acque piovane.

La loro struttura originale e moderna  è nata con l’obiettivo di sorreggere il peso della neve. Una divisione tra loro viene fatta tra coperture piane praticabili e coperture piane non praticabili.

Ciò ha permesso di sostituire le tradizionali falde e caratterizzare le nude terrazze con elementi scultorei, camini, solarium e passaggi.

Alcune coperture piane praticabili vengono usate come giardino e anche come orto. Sono diventate un modo per aumentare gli spazi verdi, ponendoli non solo sul suolo, ma anche sopra i tetti.

coperture piane

Copertura piana praticabile

Essendo a diretto contatto con l’ambiente esterno, i materiali da utilizzare devono essere molto resistenti.

Hanno il compito di resistere alle interperie  e proteggere l’ambiente sottostante. I materiali per le coperture piane praticabili verranno scelti nella fase di progettazione.

La scelta ricade su materiali noti, testati e con una lunga durata.

 

Coperture piane stratigrafia

  • Manto di copertura (elementi di tenuta all’acqua);
  • Elemento di sostegno (le cui diverse configurazioni possono dipendere dalla tipologia edilizia e dalla luce presente);
  • Sistema di raccolta e smaltimento delle acque;
    copertura piana praticabile

    Copertura piana praticabile

  • Elementi di completamento (isolamento termico, barriera vapore, ecc…);
  • Isolamento e assorbimento acustico;
  • Struttura portante (solaio), parte resistente che sostiene l’intera struttura.

 

Modelli costruttivi

La scelta del modello delle coperture piane praticabili, deve tener conto della sua funzionalità. Deve tenere presenti i problemi di acqua, neve e grandine.  In base alle prestazioni che la copertura può offrire, i modelli principali sono:

  • Copertura non isolata: copertura piana che non prevede la costruzione dello strato di contenimento delle dispersioni termiche (isolamento termico). In questo caso l’attenzione sarà posta maggiormente sulla capacità di tenuta dell’acqua (impermeabilizzazione). Questo modello è adatto ad edifici non riscaldati e ad uso produttivo (capannoni, depositi).
  • Coperture piane  isolamento: copertura piana finalizzata a strutture abitative che vogliono mantenere all’interno un ambiente termicamente controllato. Prevede il posizionamento dello strato di tenuta all’acqua al di sopra di quello isolante.
  • Coperture piane non praticabili: copertura in cui è consentito l’accesso solo in caso di manutenzione.
  • Copertura piana praticabile: terrazze (strato di finitura superficiale che consente lo svolgimento di attività); carrabile (strato di finitura che consente il transito di mezzi); tetto giardino (strato di finitura di terreno di coltura al di sopra degli strati di isolamento che consente di ospitare specie vegetali)

 

Raccolta e convogliamento della pioggia nelle coperture piane praticabili

Essa può avvenire:

  • in bocchettoni, posizionati sia nella zona centrale delle coperture piane, sia lungo il perimetro (comunque nelle zone a livello più basso per consentire deflusso dell’acqua;
  • in canali di bordo o interni incassati;
  • canali di gronda.

La soluzione più comune prevede che l’acqua sia convogliata nei bocchettoni direttamente, senza canali. I canali, di gronda o di bordo o collocati in altra posizione, sono generalmente utilizzati nei casi di deflusso accelerato.

 

Isolamento termico delle coperture piane non praticabili

  • Coperture piane non praticabili

    Impermeabilizzazione

    ridurre le dispersioni termiche e di conseguenza i costi relativi alle spese di riscaldamento.

  • aumentare il comfort abitativo, poiché se la superficie interna di una copertura piana è bassa, l’ambiente risulterà sempre freddo nonostante il luogo sia costantemente riscaldato;
  • evitare la formazione di condense e quindi di muffe sulla superficie interna della copertura (l’umidità contenuta nell’ambiente abitato può condensare sulle superfici fredde);
  • rispettare quanto previsto dalla Legge 10 / 91, attualmente in vigore, riguardante il contenimento dei consumi energetici in edilizia;
  • Migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

 

Nella fase di progettazione bisogna prestare particolare attenzione a:

  • caratteristiche del materiale isolante (resistenza meccanica, conduttività termica, comportamento all’acqua e all’umidità, resistenza al gelo-disgelo, permeabilità al vapore, comportamento al fuoco, stabilità dimensionale);
  • eliminazione dei ponti termici (per evitare perdita di calore e formazione di condensa e muffe);
  • determinazione degli spessori del materiale isolante, secondo quando previsto dalla normativa vigente;
  • verifica termoigrometrica (per accertare la mancanza di condensa);
  • calcoli statici della copertura (possibili sovraccarichi);
  • previsione della pendenza necessaria per consentire il defluire dell’acqua piovana verso i canali di raccolta;
  • evitare che sulla superficie esterna della copertura ristagni acqua piovana, predisponendo scarichi che ne permettano lo smaltimento e bocchettoni per prevenire eventuali otturazioni degli scarichi stessi.Coperture piane non praticabili

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