Rimozione amianto: facciamo chiarezza una volta per tutte

RIMOZIONE AMIANTO

“Rimozione amianto” cc photo credit- flickr- Rauter25

Pietra angolare delle antiche costruzioni, l’amianto è divenuto negli ultimi anni il materiale, impiegato in edilizia, in assoluto più discusso.La conseguenza è quella di aver reso la rimozione amianto -operazione massiva resasi nel tempo vitale- stereotipo e simbolo della lotta contro le disfunzioni che l’edilizia portava con sé sino a qualche decennio fa.Intorno a questo materiale si sono accesi dibattiti e controversie di ogni tipo, che non hanno fatto altro che confondere e disorientare tutti coloro che vorrebbero conoscere prima di intervenire e capire a cosa si è andati incontro nel passato e cosa riserverebbe, oggi, la scelta di mantenere indisturbato questo materiale nelle proprie case di abitazione o di campagna.

Urge un po’ di chiarezza. Iniziamo da subito a farla, perché senza informazione non è possibile agire al meglio.

 

I “reali” rischi per la nostra salute

La rimozione dell’amianto si è diffusa proprio in seguito all’indagine circa la natura e la composizione di tale materiale.

Composto da fibre che presentano la caratteristica di dividersi longitudinalmente, l’amianto è in grado di mantenere questo aspetto fino a dimensioni di pochi centesimi di micron, cioè di millesimi di millimetri.

Esso è quindi particolarmente pericoloso se inalato, in quanto può entrare nella profondità degli alveoli polmonari.

Di per sé non emette gas tossici o radiazioni ma è pericoloso quando le sue fibre vengono inalate.

I rischi per la salute causati dall’uso dell’amianto derivano dal rilascio di fibre microscopiche nell’ambiente.

Disperse in aria, possono essere inalate dall’uomo con conseguenti malattie a carico dell’apparato respiratorio.

I materiali più pericolosi sono rappresentati da quelli friabili, quei materiali che rilasciano più facilmente le fibre in aria.

I materiali più compatti, invece, difficilmente tendono a cedere le fibre.

Il cemento amianto (eternit) pertanto, essendo particolarmente compatto, risulta meno pericoloso dei materiali friabili.

L’amianto è stato riconosciuto come un cancerogeno certo per l’essere umano.

Ecco perché quella della rimozione amianto oggi, a buon diritto, assurge ad operazione salvavita.

 

Uso massivo anni 60- 80: ecco cosa ereditiamo oggi

Anche se dal 1994 non vengono più prodotti e, a seguire, commercializzati materiali con amianto, non si può non tener conto del massiccio uso che se ne è fatto in edilizia dal tra gli anni ‘60 ed ‘80, come cemento amianto (eternit), in modo ancora più capillare nelle zone della cosiddetta edilizia popolare.

Basti pensare che per la realizzazione delle coperture in cemento-amianto (lastre ondulate, pianelle, tegole, ecc.) è stato investito circa il 90% di tutto l’amianto collocato.

Il resto veniva utilizzato per la realizzazione e finitura di coibentazioni del sottotetto, controsoffitti con utilizzo di pannelli in fibrocemento e pianelle, serbatoi, cassoni, e, ancora, pannelli divisori, tamponature, pavimentazioni, canne fumarie, camini, tubazioni di scarico di fumi.

Anche forni, caldaie, apparati elettrici e pavimentazioni venivano realizzati in questo materiale.

Quello che è in assoluto più grave, è l’utilizzo che se ne faceva nella coibentazione di tubi per il riscaldamento e per il trasporto dell’acqua.

La rimozione amianto oggi nasce proprio dall’opportunità di eliminare questo materiale presente, come si vede, un po’ ovunque, purtroppo.

Un’eredità davvero molto pesante, questa, che ha già fatto i suoi bei danni.

 

Rimozione amianto: ecco le attuali tecniche di intervento

In presenza di materiali contenenti amianto, negli edifici o impianti, è doveroso applicare correttamente le procedure di rimozione amianto affinché non si determini un rilascio di fibre respirabili da chi vi lavora e da chi vi abita.

Il responsabile per l’amianto deve individuare le cause di pericolo e regolamentare tutti gli interventi sul materiale a rischio.

Le tecniche di intervento, generalmente, prevedono provvedimento di bonifica  dei materiali stessi, operazione che può avere luogo con la citata rimozione dell’amianto, appunto, classica operazione che presenta sicuramente il vantaggio di eliminare definitivamente il problema, ma anche con l’incapsulamento, una tecnica consistente nel formare un rivestimento compatto che va a rafforzare la struttura preesistente con l’effetto di non produrre rifiuti.Da menzionare anche il confinamento, consistente nel costruire una sorta di protezione proprio contro il rilascio di fibre che, pur non producendo rifiuti, non risolve però del tutto il problema.E’ opportuno ricordare che, per ogni intervento di demolizione o ristrutturazione di materiali che presentino anche in tutto o in parte dell’amianto, è sempre opportuno sopra ogni altra cosa preventivamente necessario provvedere alla rimozione dell’amianto.

Solo in questo modo sarà possibile scongiurare il rischio di dispersione di fibre in maniera definitiva.

 

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