Cos’è il Superbonus 110% per i lavori edili? Ecco FAQ e risposte per chiarire i dubbi!Superbonus 110 domande

Scopri in cosa consistono e come accedere alle nuove detrazioni fiscali, che prevedono il 110% di rimborso da parte del fisco per alcuni interventi edilizi.

Il Superbonus 110% è stato previsto dal Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (Decreto Rilancio) e interessa gli interventi di efficienza energetica, il cosiddetto Ecobonus.

Tecnicamente, il Superbonus rappresenta un’agevolazione che fa arrivare al 110% l’aliquota di detrazione, di solito del 100% o minore, per le spese sostenute per le riqualificazioni energetiche dell’edilizia e antisismiche.

Vediamo quali sono le riqualificazioni, gli esempi e le principali FAQ (Frequently Asked Questions) per seguire sempre le novità sull’Ecobonus 110%.

Quando entra in vigore il Superbonus 110%?

La legge n. 77 del 17 luglio 2020 ha convertito il Decreto Rilancio, definendo il Superbonus 110% nei particolari.

Le spese detraibili, devono essere quelle sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il Superbonus è stato esteso per le case di edilizia popolare fino al 30 giugno 2022 solo per gli interventi di efficienza energetica.

FAQ Superbonus al 110% – cosa significa e come funziona

La detrazione fiscale del 110% per edilizia ed efficienza energetica, è una detrazione che lo stato riconosce con un 10% in più del totale della spesa sostenuta.

Per dare un esempio concreto:

  1. spendi 20.000 euro per fare dei lavori di riqualificazione energetica nel 2020.
  2. potrai recuperare in 5 anni la spesa sostenuta, inserendola come detrazione fiscale di 22.000 euro sulle imposte fino al 2025.
  3. potrai dedurre dal reddito imponibile, quindi, la percentuale extra del 10% – i 2.000 euro che non hai speso ma sono in ogni caso detraibili.
  4. Le tue quote annuali saranno di 4.400 euro

 

La capienza fiscale del 110% della spesa dei lavori (capacità di abbattere l’imposta sul reddito utilizzando le detrazioni Irpef), ti permette di recuperare in 5 anni il costo sostenuto. Inoltre, ci sono delle alternative per recuperare la spesa: puoi eseguire la cessione del credito d’imposta.
Vediamo le FAQ relative agli interventi possibili per la detrazione e la possibilità di cedere il credito d’imposta.

 

Quali sono i lavori ammessi al Superbonus?

I lavori sono quelli che interessano settore della riqualificazione energetica, detti lavori trainanti.

Il Superbonus si applica principalmente a lavori che riguardano isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico.

  • Interventi di isolamento termico sugli involucri dell’edificio (ad esempio il cappotto termico).
  • Sostituzione impianti di climatizzazione (caldaie, condizionatori, acqua calda sanitaria, altre soluzioni) sulle parti comuni degli edifici unifamiliari.
  • Sostituendo gli impianti di climatizzazione (caldaie, condizionatori, acqua calda sanitaria, altre soluzioni) negli edifici unifamiliari.
  • Sostituzione impianti di climatizzazione sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari indipendenti.
  • Interventi antisismici, con una detrazione al 110% per il Sismabonus.

 

Oltre gli interventi trainanti, rientrano nel Superbonus anche le spese per interventi correlati. Ovvero lavori di riqualificazione eseguiti insieme a uno degli interventi trainanti.

 

  • Interventi di efficientamento energetico.
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Infrastrutture (colonnine) per la ricarica di veicoli elettrici.
  • Alcuni interventi di recupero del patrimonio edilizio.

 

Cosa si può detrarre al 110, specificando gli interventi?

  • lavori di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali nell’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso.

Tetto massimo della detrazione è di 60.000 euro per unità immobiliare.

  • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti, rimpiazzati da impianti centralizzati a condensazione, ibridi, geotermici, a pompa di calore.

Tetto massimo per la detrazione è di 30.000 euro per unità immobiliare.

  • Lavori su impianti abbinati a quelli fotovoltaici con i sistemi di accumulo connessi.

Tetto massimo per la detrazione è di 30.000 euro per unità immobiliare.

  • Lavori di sostituzione degli impianti di riscaldamento con impianti a pompa di calore, ibridi geotermici, abbinabili a fotovoltaici e impianti di micro-cogenerazione.
    Tetto massimo di spesa è di000 euro.
  • Interventi di efficientamento energetico come pannelli e schermature solari, le finestre con nuovi Questi interventi devono essere uniti a quelli precedenti e “trainanti” (impianto di riscaldamento o isolamento termico). In questo caso il tetto di spesa è diverso a seconda degli interventi.

 

 

Gli interventi antisismici nel Superbonus sono al 110%?

Sì. La detrazione del Sisma Bonus, già prevista in passato, viene elevata al 110% per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

 

 

 

Credito d’imposta, cos’è?

Ricordiamo che il credito d’imposta è il credito che il contribuente può vantare nei confronti delle casse dell’Erario, in particolare grazie alle detrazioni fiscali previste dalla normativa.

 

Il credito può compensare debiti presenti con l’erario, oppure può essere rimborsabile tramite dichiarazione dei redditi annuale.

 

 

Come cedere il credito di imposta?

Per chi si chiede come poter far fruttare il credito d’imposta, ai fini dell’Ecobonus 110%.

Il contribuente che richiede i lavori e ne ricava la detrazione fiscale, può chiedere il rimborso ma può anche cedere questo suo credito verso il fisco all’impresa che svolge i lavori.

L’impresa edile, a sua volta, può inserirlo nella propria dichiarazione. Oppure può cedere il credito a un fornitore, magari una ditta di materiali edili, che lo può utilizzare come compensazione.

Nella terza ipotesi, sia il richiedente dei lavori, sia l’impresa edile, possono cedere il credito d’imposta ad un istituto di credito (banca), assicurativo o di intermediazione finanziaria.

 

Ricapitolando, la cessione può essere disposta in favore di:

  • fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi edili
  • altri soggetti – persone fisiche, esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti
  • istituti di credito e intermediari finanziari.

 

I soggetti che ricevono il credito, a loro volta, hanno la facoltà di cederlo a terzi.

 

Cosa compensa il credito d’imposta ceduto?

Il credito che si può cedere ad un’impresa di lavori edili, può essere utilizzato per compensare eventuali debiti dovuti al pagamento di imposte dovute.

Le imposte utilizzabili per la compensazione sono IMU, IVA, IRES, IRAP, TARI, Contributi INPS e INAIL, IRPEF dipendenti e assimilati, Ritenute e Accise. Per la compensazione esiste un limite massimo cumulativo – fino ad 1 milione di euro secondo l’art. 147 del Decreto-legge Rilancio.

Questi crediti saranno compensabili dal contribuente tramite il modello F24.

Quali sono i vantaggi della cessione del credito

La detrazione fiscale del 110%, quindi, può portare a:

 

  • un rimborso in fase di dichiarazione dei redditi, vantaggioso per la compensazione dei debiti o la crescita del credito d’imposta
  • uno sconto immediato da parte del fornitore (impresa edile), il cosiddetto sconto in fattura – dato che l’impresa riceve il credito, può donare un contributo anticipato.

 

Con lo sconto in fattura i lavori diventano gratis?

Questa opzione, inizialmente ha fatto parlare molte persone sui lavori di riqualificazione gratis.

In realtà, gli interventi legati all’efficientamento energetico e agli adeguamenti antisismici, possono essere soggetti ad un forte sconto immediato in fattura.

Ad esempio, se cedi il tuo credito all’impresa edile, questa può decurtare la sua fattura con uno sconto fino all’importo massimo, ovvero al corrispettivo dovuto.

Per ottenere il primo rimborso dagli istituti di credito, però, è necessario aspettare almeno il 30% del completamento dei lavori, quindi sia per l’impresa sia per il contribuente qualche spesa da anticipare ci sarà, per le asseverazioni tecniche e la progettazione.

 

Lo sconto in fattura è del 110%?

No. Lo sconto dall’impresa che effettua i lavori può essere di importo massimo 100% dei lavori, quindi la cessione del credito, non comprende il 10% extra.

Ovvero, seguendo il primo esempio, non si tratta di 22.000 ma di 20.000 euro – il 10% spetta a chi anticipa le spese e chiede il rimborso ai fini fiscali.

 

La detrazione Superbonus 110% si applica anche alle spese funzionali?

I costi per l’esecuzione dell’intervento che possono essere compresi sono: l’acquisto di materiali, i costi per la progettazione, perizie, installazione di ponteggi, IVA, imposta di bollo, diritti sui titoli abilitativi edilizi.

Anche per le spese di smaltimento e bonifica del vecchio impianto.

 

 

FAQ chiave: cosa significa riqualificazione energetica per il Superbonus?

 

Per arrivare al Superbonus 110%, nelle normative viene specificato che un requisito fondamentale e obbligatorio, è quello di eseguire interventi che migliorino l’edificio di almeno 2 classi energetiche.

 

Sono detti lavori di efficientamento energetico, e vanno definiti insieme ad un tecnico. In alternativa, si deve raggiungere la classe energetica più alta possibile relativamente al proprio Attestato di prestazione energetica (APE).

 

Cos’è la classe energetica necessaria per il bonus 110%

La pratica di eseguire la certificazione energetica degli edifici nasce per classificare le prestazioni energetiche di case e appartamenti, ed è obbligatoria nei contratti di locazione, rogiti, annunci immobiliari, detrazioni e sgravi fiscali.

La classificazione energetica viene eseguita sulla base di parametri funzionali e strutturali che determinano l’uso di energia elettrica. Serve a capire, quindi, quanto consuma un edificio, e quale impatto ambientale abbia.

La suddivisione nelle 10 classi energetiche avviene partendo dalle lettere dell’alfabeto, con un’aggiunta di numeri. Una scala di consumi che parte dalla classe A4, la migliore, fino alla G.

Ad ogni classe è assegnato un punteggio che va da 1 per la meno efficiente a 10 per la più efficiente, valutando le fasce di consumo.

 

FAQ Infissi e Superbonus 110 %. La sola sostituzione degli infissi è valida?

Solo in due casi. La sostituzione solo dei vecchi infissi, non può essere considerata un lavoro trainato se non è abbinata ad un lavoro di riqualificazione energetica. Se avviene, però, con nuove versioni che aiutino a fare un salto di due classi energetiche, in alcuni casi sì.

 

L’articolo 119 del Decreto Rilancio, spiega che si può accedere al bonus, sostituendo gli infissi quando:

 

  • l’edificio è sottoposto ad uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo n. 42 22 gennaio 2004)
  • per l’edificio gli interventi necessari ad accedere al bonus sono vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali
  • in ogni caso, l’edificio deve migliorare di due classi energetiche, certificate tramite APE.

 

In questi casi, la detrazione 110% si applica anche agli interventi degli infissi.

 

Ecobonus 110% vale per le seconde case?

Sì. Anche per le seconde case si può usufruire di questa detrazione fiscale. Rimangono escluse sempre le abitazioni di lusso.

FAQ Superbonus e Banche. Quali accettano la cessione del credito d’imposta?

Ecco le banche che accettano la cessione del credito  per i lavori soggetti a Superbonus 110%.

 

  • Banca Intesa Sanpaolo
  • BNL (Banca Nazionale del Lavoro)
  • BPER Banca
  • Credit Agricole
  • Generali Italia
  • Mediolanum
  • MPS (Monte dei Paschi di Siena)
  • Unicredit

 

Come funziona il credito d’imposta bancario del Superbonus?

Le banche hanno studiato in questo periodo dei prodotti pensati per la cessione del credito al 110%, con diverse soluzioni.

È possibile cedere il credito d’imposta maturato e ottenere liquidità, dopo il completamento dei lavori e il passaggio del credito nel cassetto fiscale della banca.

È possibile avviare gli interventi sia con la cessione del credito d’imposta maturato sia con un finanziamento che segue l’andamento dei lavori – sopratutto per lavori pubblici a lunga durata.

 

La cessione del credito, quindi si può richiedere solo quando i lavori hanno raggiunto un certo stato di avanzamento.

 

FAQ Superbonus – un esempio di cessione del credito alla banca?

Puoi decidere effettuare interventi sia trainanti che trainati per 50.000 euro. Per esempio, 40.000 euro per la costruzione di un cappotto termico (riduzione della trasmittanza termica), e 10.000 euro per interventi di sostituzione infissi.

 

Il credito d’imposta è pari al 110% dell’importo totale, è dunque 55.000 euro. La banca, come abbiamo visto, dovrebbe riconoscere come rimborso non il totale del 110% ma circa il 100%. Ultimamente, alcune banche si sono orientate a riconoscere ai privati e ai condomini circa il 102% per ogni 110% di credito ceduto – quindi 51.000 euro.

 

Tenendo l’esempio di una cessione al 102% per un privato, i passi da fare sono questi:

  • sottoscrizione dell’impegno a cedere i futuri crediti d’imposta alla banca, e impegno dell’istituto di credito ad acquistarli;
  • apertura di un conto corrente dedicato al progetto, con modalità che variano da istituto a istituto – spesso si tratta di un’operazione di credito per anticipo contratti-fatture di 18 mesi;
  • durante l’avanzamento dei lavori, maturazione e cessione dei crediti fiscali dopo l’asseverazione (almeno 1/3 dei lavori deve essere fatto);
  • acquisto dei crediti da parte della banca (30% corrispondenti all’avanzamento di 1/3 dei lavori – circa 17.000 euro) e versamento del controvalore sul c/c del cliente che li cede;
  • i crediti continuano a maturare e la banca continua ad acquistarli (es. 2/3 dei lavori – circa 34.000 euro) e corrispettivo controvalore versato sul c/c;
  • a fine lavori, maturazione e cessione dei crediti d’imposta residui, continuando sempre la procedura di acquisto della banca e versamento del controvalore finale sul c/c (i rimanenti 17.000 euro).

 

Quali sono i documenti necessari per ottenere il Superbonus 110%?

Sarà necessario predisporre documenti che necessitano di una consulenza professionale. Ecco i principali.

 

  • Titolo abilitativo (SCIA/CILA o permesso di costruire).
  • Visura catastale che attesti la proprietà dell’unità.
  • Autorizzazione ai lavori firmata dal proprietario dell’immobile.
  • Verbale dell’assemblea (in caso di lavori nei condomini).
  • Contratto di appalto o lettera di incarico professionale.
  • Dichiarazione tecnica che attesta la maturazione del bonus fiscale e il miglioramento delle due classi energetiche previste dalla norma – firmata dal cliente e dall’impresa.
  • Documento che attesta l’iscrizione all’albo del tecnico che redige la dichiarazione asseverata.
  • Autocertificazione del beneficiario della detrazione che dichiari di non beneficiare del 110% su più di due unità immobiliari e che l’unità non sia destinata ad attività di professione o impresa.
  • Attestato di prestazione energetica (APE) prima e dopo l’intervento, nella forma della dichiarazione asseverata.
  • Asseverazione del rispetto dei requisiti previsti dai decreti (art. 14 del D.L. n. 63/2013 comma 3-ter).
  • Congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.
  • Invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate sull’esercizio dell’opzione di cessione.
  • Ricevuta di presentazione all’Enea dell’asseverazione, e la dichiarazione di conformità dei documenti.
  • Per gli interventi antisismici, per cui i tecnici dovranno dichiarare l’efficacia dei lavori eseguiti.

 

È importante seguire tutti gli stati di avanzamento lavori, trasmettendo le fatture, le ricevute dei bonifici e il modulo firmato dall’impresa che esegue i lavori con la dichiarazione sull’avanzamento.

 

Superbonus 110: quali sono i requisiti richiesti?

Per poter avvantaggiarsi con le detrazioni fiscali applicate agli interventi di efficienza energetica, è obbligatorio rispettare alcuni requisiti minimi, dimostrabili tramite la redazione di un documento da parte dei tecnici abilitati.

  • Negli interventi di isolamento termico, i materiali isolanti devono rispettare i criteri ambientali minimi stabiliti dal decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (11/10/2017).
  • Gli interventi dovranno garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche – se non è possibile, dovranno arrivare al conseguimento della classe energetica più alta.
  • Sarò necessario avere l’attestato di Prestazione Energetica (APE), prima e dopo l’intervento, rilasciato da un tecnico abilitato, tramite una dichiarazione asseverata (asseverazione tecnica) che confermi il miglioramento energetico o la riduzione del rischio sismico.
  • È obbligatorio acquisire il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione sulla congruità delle spese; viene rilasciato dai CAF e dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro).

FAQ Superbonus: chi può accedere al 110%?

  • Proprietari che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento.
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che possiedono i requisiti richiesti dalla legislazione europea per la in house providing.
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa.
  • Onlus e associazioni di volontariato.
  • Associazioni sportive e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori su immobili adibiti agli spogliatoi.
  • Soggetti Ires solo per la partecipazione alle spese degli interventi trainanti effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

 

Quali sono gli immobili che NON possono beneficiare dei nuovi Superbonus?

Sono escluse le unità immobiliari che appartengono ad alcune categorie catastali.

  • A/1 – abitazioni di tipo signorile.
  • A/8 – abitazioni in ville.
  • A/9 – castelli, palazzi di eminente pregio storico o artistico.

 

FAQ sulle tipologie di edifici per il Superbonus – quando si può parlare di edificio unifamiliare?

L’edificio unifamiliare è dato dalla classica casa singola, libera su quattro pareti e isolata da altri edifici. Tecnicamente l’edificio composto da un’unità immobiliare unica, che è di proprietà esclusiva e funzionalmente indipendente, destinata all’abitazione di una singola persona o singolo nucleo familiare. Deve essere dotata di uno o più ingressi autonomi.

Il Superbonus 110 % vale per le case prefabbricate?

Solo se decidi di demolire e ricostruire in chiave energetica la tua casa prefabbricata.
In tal caso, si devono rispettare le normative di abbattimento delle parti che non rispettano l’efficienza energetica, e migliorare la classe energetica precedente. Il volume dell’edificio deve essere uguale o inferiore a quello precedente.

Un edificio condominiale con un solo proprietario, può usufruire dell’Ecobonus?

No. La detrazione del 110% non si applica quando un edificio con un solo proprietario, esegue gli interventi sulle parti comuni di due o più unità immobiliari distintamente accatastate.

In caso di trasferimento di proprietà, si blocca il Superbonus?

No. Quando si trasferisce la proprietà, per esempio nella vendita della casa, le detrazioni si trasferiscono al nuovo proprietario, ossia l’acquirente della casa.

L’Ecobonus 110 %  vale per le villetta a schiera?

Solo in alcuni casi. La villetta a schiera è considerata un’unità abitativa che è parte di una serie di altre abitazioni simili accostate tra loro. Ci sono dei requisiti che devono avere le villette a schiera per accedere al 110% di detrazione fiscale, secondo l’Agenzia delle Entrate.

Le villette devono avere indipendenza funzionale, quindi essere dotate di impianti di proprietà esclusiva, e un accesso autonomo – portone o cancello che permette un passaggio esclusivo alla casa dalla strada.

 

Ecobonus 110 % vale per le ristrutturazioni?

No. Il Superbonus non riguarda le ristrutturazioni. In alcuni casi, però, i lavori di ristrutturazione potrebbero essere correlati agli interventi trainanti.

Per questo, è necessaria una valutazione di un esperto sulle possibilità di unire le lavorazioni quando è presente una riqualificazione energetica.

Il vecchio Ecobonus vale ancora?

Sì! Per molti lavori edilizi che non interessano una riqualificazione energetica così determinata, sono sempre attive le detrazioni fiscali del 50%, 65%, 70%, 75%, 80% e  90% (bonus facciate).

Quali sono le leggi sul Superbonus 110%?

Dopo il Decreto Rilancio, ad oggi abbiamo un quadro normativo completo e che è costituito da diversi decreti, circolari, guide e leggi.

 

  • L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio) convertito con modifiche, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77
  • Guida al Superbonus 110% dell’Agenzia delle Entrate e Sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate con l’approfondimento al Superbonus 110%.
  • Decreto Asseverazioni del 3 agosto 2020 emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
  • Decreto Requisiti minimi Ecobonus del 6 agosto 2020 emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico – in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prevista all’art. 12.
  • Circolare dell’Agenzia delle Entrate 8 agosto 2020, n. 24/E su Detrazione per interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico degli edifici, nonché opzione per la cessione o per lo sconto in luogo della detrazione previste dagli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) convertito con modificazione dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 – Primi chiarimenti.
  • Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 8 agosto 2020, n. 283847 su Disposizioni di attuazione degli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, per l’esercizio delle opzioni relative alle detrazioni spettanti per gli interventi di ristrutturazione edilizia, recupero o restauro della facciata degli edifici, riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

 

 

Superbonus 110%: cosa fare per iniziare i lavori?

Per accedere alla nuova detrazione fiscale del 110% sarà fondamentale contattare un esperto di diagnosi energetica. Si parte con la verifica dell’edificio, con annesso APE che determina la classe di partenza e i possibili miglioramenti energetici.

Valutando gli interventi possibili e poi si dovrà chiedere – al professionista dell’efficientamento o impresa da incaricare – di realizzare un progetto con un preciso computo metrico, costi e prassi di intervento. Si specifica il risultato da raggiungere: copertura termica, sostituzione caldaia, impianto fotovoltaico, etc.

L’impresa che si occupa di interventi di risparmio energetico dovrà proporre un preventivo, e designare un direttore dei lavori garantisca il rispetto del progetto.

Una volta approvato il preventivo, si avviano i lavori tramite l’impresa edile scelta.

Le spese sostenute per gli interventi dovranno essere, in seguito, dichiarate congrue rispetto alle normative del Decreto Legge. Come? Una copia dell’asseverazione andrà trasmessa all’ENEA, (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia, e lo Sviluppo Economico Sostenibile).

È consigliabile affidarsi a degli esperti che abbiano anche una competenza nella questione fiscale del Superbonus nel Decreto Legge Rilancio.

Sopralluoghi e preventivi e per migliorare l’efficienza energetica e Superbonus

Per redigere dei progetti di riqualificazione energetica, puoi rivolgerti ai nostri professionisti General Cover, che ti seguono dalla prima fase di sopralluogo fino alla consegna dei lavori e al disbrigo delle pratiche Superbonus 110%.

Siamo attivi per lavori di efficientamento energetico in tutte le provincie della Lombardia: Milano, Como, Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Pavia, Mantova, Monza Brianza, Piacenza, Pavia, Varese, Sondrio. In Piemonte forniamo servizi di riqualificazione e ristrutturazione a Novara e Verbano-Cusio-Ossola.

 

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