Tetto a spiovente

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Copertura storica e funzionale

La forma di queste coperture risale a molti secoli fa. I tetti, lo sappiamo, sono uno dei componenti strutturali essenziali per la costruzione degli edifici, e quelli a spiovente proteggevano al meglio le abitazioni dalle variabili condizioni atmosferiche.

Ancora oggi, il tetto a spiovente è molto utilizzato, anche perché visivamente dona un grande effetto, oltre ad essere funzionale.

Richiede, però, molta attenzione riguardo le inclinazioni ben definite e materiali di copertura.

Per capire meglio se e come realizzarlo per la propria casa, vediamo prima di tutto cos’è un tetto spiovente o a falde.

Tetti a falde: inclinati al punto giusto

La classica forma “a capanna” è quella che riconosciamo come tetto a spiovente, costituita da uno o più piani inclinati, denominati falde.

Questi tetti scendono verso il basso con un certo angolo rispetto alla parte centrale, il punto più alto della copertura (colmo). Solitamente, l’angolo del tetto inclinato varia tra 45°e 60° modificando la sua ripidità.

Quando si parla di pendenza del tetto, quindi, si parla dell’inclinazione delle sue falde (piani inclinati).

Storicamente, per come li conosciamo nei classici tetti a capanna, in un tetto a spiovente sono due le falde, o parti inclinate che scendono.

A volte, però, il tetto prende varie forme geometriche, tra cui:

  • tetto a una falda – con un solo spiovente inclinato, spesso in edifici con copertura piana;
  • tetto a farfalla o invertito con forma di V – permette l’inserimento delle celle fotovoltaiche;
  • tetto obliquo –  spioventi ripidi e giganti si estendono oltre le mura come un’ala;
  • tetto a sella – forma una curva convessa su un asse e una curva concava sull’altro;
  • tetto a padiglione – dotato di copertura a quattro falde con pendenza uniforme;
  • tetto seghettato o shed – ricorda uno o più denti di una sega con vetrate verticali;
  • tetto francese a doppia pendenza – crea un ambiente mansarda tra le due falde.

Inoltre, nel tetto a spiovente, le falde si intersecano tra loro seguendo degli angoli rientranti o sporgenti. Queste caratteristiche rendono le coperture inclinate di varia tipologia:

  • tetti a displuvio: l’acqua piovana viene convogliata verso l’esterno dell’edificio
  • tetti ad impluvio: l’acqua si convoglia verso un punto del tetto oppure una linea di gronda interna;
  • tetti a padiglione: l’acqua scorre via da tutti i lati del tetto.

Ricapitolando, i tipi di tetto a falde, possono essere diversi a seconda della pendenza, delle condizioni di drenaggio e del numero di falde o superfici inclinate.

Senza trascurare il valore dell’estetica, perché a seconda dei materiali il tetto a spiovente può cambiare.

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Progettazione e costruzione di un tetto a spiovente

Se in passato i tetti inclinati venivano costruiti con il legno, le moderne tecniche di costruzione consentono di utilizzare il calcestruzzo.
Oggi come allora, la realizzazione prende in considerazione diversi fattori progettuali, tra i quali l’elemento del drenaggio riveste il ruolo più cruciale.

In fase progettuale è fondamentale l’inclinazione del tetto a spiovente, per determinare la sua funzione.

Una pendenza superiore a 45°, garantisce un adeguato drenaggio dell’acqua piovana e delle precipitazioni nevose, rendendolo una scelta adatta per le regioni con elevate precipitazioni.

Nei luoghi dove si verificano piogge e nevicate frequenti, l’adeguato drenaggio aiuta a mantenere l’edificio protetto da infiltrazioni d’acqua, umidità e carico eccessivo.

Le necessità di resistenza agli agenti atmosferici è il criterio per scegliere la pendenza del tetto.

  • La pendenza minima delle falde è anche in relazione al materiale impiegato per il manto di copertura. Perché se la pendenza del tetto a spiovente è insufficiente, possono  verificarsi infiltrazioni: si deve inserire uno strato impermeabilizzante sotto il manto di copertura!
  • Anche la pendenza massima è importante: deve assicurare che si posizionino correttamente tutti gli elementi del manto di copertura, senza scivolamenti verso il basso. In un clima molto esposto al vento dove il tetto ha una forte pendenza, ad esempio, le tegole andranno fissate in modo sicuro alla struttura.
  • In alcuni casi, la pendenza viene scelta per creare una mansarda o un’altezza del locale sottotetto ampia.

Da secoli le differenze riguardo l’inclinazione e la struttura cambiano in base al clima.

  • A Nord e nelle condizioni climatiche più fredde, è più facile vedere tetti a falda: sono in grado di proteggere le abitazioni dalle intemperie e di far scivolare via neve e acqua.
  • A Sud e in condizioni di minori precipitazioni, si possono adottare i tetti piani che gestiscono meglio l’irraggiamento solare.

Parti importanti di un tetto a spiovente

Per favorire il drenaggio si collocano gli elementi di lattoneria delle converse. Consentono di raccogliere e smaltire l’acqua piovana, deviandola verso i canali di gronda.

Si inseriscono lungo le linee dove l’acqua si convoglia naturalmente (linee di compluvio); lì dove si incontrano due falde dalla stessa pendenza.

Tornando al drenaggio del tetto, a sua volta il canale di gronda scarica l’acqua nei pluviali (tubi) o nei doccioni (bocche terminali).

Alcuni elementi essenziali da inserire nel tetto a spiovente classico sono i fermaneve. Questi componenti vengono inseriti nella zona inferiore delle falde, allo scopo di impedire la caduta di neve e di ghiaccio dal tetto.

Elementi emergenti dal tetto a spiovente

Oltre al sistema di scarico acqua e neve, nelle coperture possono essere inseriti i cosiddetti corpi da tetto, con funzioni utili per la luce.

Si possono realizzare lucernari nei tetti a falde, abbaini che sporgono dalla superficie per illuminare il sottotetto, oppure delle semplici finestre per tetti.

In più, per facilitare l’accesso alla copertura è possibile creare delle botole da tetto.

Sono fondamentali, chiaramente, anche gli elementi per il passaggio dell’aria come gli aeratori e gli sfiati con cui terminano le canalizzazioni.

L’estetica più “classica” nei tetti a spiovente è quella dei comignoli, che sporgono dalla copertura per espellere i fumi provenienti dalla canna fumaria.

Un tetto a spiovente con il comignolo, dona veramente un tocco tradizionale ben inserito in alcuni centri dal paesaggio naturale e storico.

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I materiali per costruire i tetti a falde

La struttura portante può essere realizzata secondo diverse possibilità.

Dalla classica orditura di legno alla capriate con profilati di acciaio o calcestruzzo armato  precompresso; il calcestruzzo può essere usato anche per i solai.

Nella scelta contano la stabilità, il clima, i costi e altri fattori che i progettisti valutano.

Scegliendo ad esempio l’orditura di legno per un tetto a spiovente, si impiegano essenze come l’abete e bisogna valutare reperibilità, costi e lavorazioni possibili.
Saranno necessari diversi elementi costituenti per l’orditura di legno dei tetti come travi inclinate, travetti, travicelli, listelli, tavolati, etc. Si adottano capriate di legno semplici oppure capriate composte, zoppe, di tipo palladiano e così via.
Tutte le strutture andranno progettate in modo corretto anche in base alle differenze, nel caso delle coperture a spiovente storiche – come l’Orditura alla Piemontese oppure all’Orditura alla Lombarda.

Per le capriate di acciaio, i profilati mostrano forme diverse in relazione alle falde e alle aperture. Tra le più comuni capriate in acciaio ci sono quelle all’inglese e per i tetti a shed, che mostrano una forma di trave reticolare.

Il preventivo per la realizzazione del tetto a spiovente

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