Pacchetto tetto ventilato
Pacchetto tetto ventilato, perché conviene installarlo
Spesso si parla della ventilazione sulle coperture, ma non sempre è chiaro perché vale la pena di adottarla quando si deve costruire o ristrutturare il tetto. Il principale vantaggio di un tetto ventilato è quello legato all’isolamento, che potenzia in questo senso la struttura – ben oltre i classici materiali coibentanti. Si capisce bene, quindi, perché un sistema di ventilazione è così richiesto quando ci sono rischi di umidità e condensa.
La funzione di un tetto ventilato
Gli effetti dannosi dell‘eccesso di umidità e condensa sono molti sia sull’edificio sia sulla copertura stessa. L’acqua, concentrata in questa forma umida, può causare muffa e funghi, oltre ai danni strutturali. È un problema frequente nei sottotetti, e spesso l’analisi di questa zona rivela una situazione comune:
- l’aria calda sale e porta con sé l’umidità, che naturalmente finisce nel sottotetto;
- nel momento in cui l’aria calda colpisce una superficie più fredda (il tetto freddo), si trasforma in condensa
- la condensa può depositarsi sulla superficie oppure sgocciolare nell’edificio: l’umidità torna di nuovo in basso ma sotto forma di infiltrazione.
La soluzione? Di solito si risolve “alla radice” con un’adeguata ventilazione del tetto.
Un efficace sistema permette che l‘umidità esca facilmente dall’involucro dell’edificio, prima che la condensa abbia la possibilità di formarsi.
Intercapedini ventilate sulle coperture
La tecnica del tetto ventilato consiste nella realizzazione di una intercapedine sotto il manto di copertura. Una “camera di ventilazione” può avere uno spessore variabile, generalmente di 4-8 centimetri, valutato in modo da migliorare le prestazioni termiche.
Un’intercapedine installata correttamente:
- durante la stagione fredda favorisce l’espulsione della condensa che si forma tra il manto di copertura e la membrana impermeabile che si trova al di sotto;
- durante la stagione più calda diminuisce il flusso di calore verso l’interno dell’edificio.
Un tetto ben ventilato permette un flusso d’aria naturale, che mantiene la temperatura stabile sotto la copertura, permette la fuoriuscita dell’umidità e permette al pacchetto isolante di assorbire meno calore.
Come è composto un tetto ventilato?
Una volta assodato che la risposta ai problemi di umidità è questa, è importante scegliere un sistema adatto al proprio fabbricato.
Ricordiamo, prima di tutto, che il cosiddetto pacchetto di copertura è quello che si trova sopra la struttura portante del tetto. È costituito dai pannelli isolanti, pannelli in compensato o perline, travi di supporto e travetti, guaine per il vapore, listellature per il supporto, tegole o coppi, elementi metallici, etc.
Quando si parla del pacchetto tetto ventilato, è perché si creano nel pacchetto di copertura delle intercapedini sotto il manto di copertura, dove l’aria potrà fluire liberamente con un moto di ventilazione naturale. Si inseriscono delle aperture in prossimità delle gronde e del colmo, di cui parleremo più avanti. In ogni caso, il sistema di ventilazione coinvolge diversi livelli:
- sottotegola – l’aria si infiltra sotto i coppi;
- sotto il manto – la ventilazione si trova tra gli strati del tetto;
- sottotetto (solaio areato) – l’ambiente sottotetto non è abitabile.
Il funzionamento della ventilazione e l’effetto camino
Il fenomeno fisico alla base della ventilazione naturale, fondamentale nel pacchetto tetto ventilato, è dato dai moti di convezione che si formano nell’intercapedine.
Sappiamo che l’aria calda sale verso l’alto, seguendo l’inclinazione della falda, e arriva alla linea di gronda alla linea di colmo del tetto. È qui che entra in gioco il sistema di ventilazione, che riduce il calore dal flusso d’aria dell’intercapedine, e diminuisce il flusso termico che attraversa il tetto.
Tutto nasce quando si avvia il moto circolare dall’aria interna della camera di ventilazione, che è più calda rispetto all’aria esterna. Ciò avviene perché:
- l’aria atmosferica è formata da aria secca e vapore acqueo – quando viene riscaldata con una pressione costante diminuisce la densità e si fa leggera, salendo verso l’alto;
- dato che il volume d’aria mostra diverse temperature, mentre la parte più calda sale quella più fredda prende il suo posto, per essere a sua volta riscaldata (il cosiddetto tiraggio);
- una volta iniziato questo circolo d’aria continuo, durerà fin quando ci sarà calore nell’edificio;
- in più, bisogna ricordare che la spinta è anche proporzionale alla pendenza del tetto: più è inclinato più l’aria sale in alto.
Il fenomeno di convezione, detto effetto camino, si crea realizzando un adeguato sistema di ingresso d’aria fredda ed espulsione dell’aria calda – altrimenti, il calore si diffonderebbe negli strati sottostanti.
La ventilazione nel periodo estivo
- Quando la copertura esterna si riscalda tramite i raggi solari, la camera di ventilazione fa da cuscinetto d’aria: riceve il calore della parte sovrastante ed evita che arrivi ai materiali del manto.
- Anche stavolta l’aria riscaldata sale verso l’alto, esce dal colmo e si mescola con quella esterna svuotando la camera d’aria.
- Nel frattempo entra quella meno calda dalla gronda, con un moto continuo d’aria – anche in assenza di vento.
- Se il tetto non è dotato di una camera di ventilazione, gli strati sottostanti al tetto si riscaldano eccessivamente, creando problemi specialmente con il clima “rovente” degli ultimi anni.
L’importanza delle prese d’aria
Da queste note sulla ventilazione naturale, si evince quanto è fondamentale un sistema dotato delle corrette “aperture”. Sono essenziali per consentire l’entrata di aria fresca da una parte e l’uscita di aria calda e umida dall’altra.
Per creare il flusso d’aria si possono installare delle prese d’aria sul colmo, che assicurano una ventilazione continua del tetto lungo l’intera lunghezza del colmo. L’apertura, libera da ostruzioni, consente all’aria calda di uscire dall’edificio.
Stessa importanza hanno le prese d’aria sulla gronda, che permettono all’aria di entrare e garantiscono una ventilazione continua del tetto a bassa quota lungo tutta la lunghezza della grondaia. Queste bocchette di ventilazione
Altri elementi lineari sono le griglie di ventilazione del tetto, installate nelle zone più alte della superficie del tetto. Sono disponibili con varianti di design per integrarsi con le tegole del manto di copertura, spesso progettate con una micro-foratura per far circolare l’aria ma impedire l’ingresso di insetti e uno strato impermeabile contro le infiltrazioni di acqua dagli agenti atmosferici.
Le cosiddette tegole di aerazione sono un elemento in più per aumentare la micro-ventilazione. Queste tegole, provviste di fori, vanno posizionate in alcuni punti importanti, di solito perpendicolari alla linea di falda e posizionate in due file – una più vicina alla gronda e l’altra vicina alla linea di colmo. Generalmente si inserisce una tegola di areazione ogni 5-6 tegole classiche, ma la valutazione dipende dal tutto di tetto (lunghezza e pendenza) e dalle condizioni climatiche della zona. È fondamentale che le tegole di aerazione non siano impiegate per evacuare l’aria degli impianti da cucine o bagni, perché solo elementi come il camino o sistemi analoghi sono in grado di eseguire una corretta areazione in questo caso.
Per ogni elemento della copertura, è previsto un fissaggio che può essere meccanico oppure attraverso malta o schiume.
Per altre opzioni, bisogna tenere in considerazione soluzioni differenti, come il pacchetto tetto ventilato con membrane traspiranti. Si tratta di sottofondi permeabili al vapore, membrane a bassa resistenza che aiutano la ventilazione del tetto.
Realizzare un tetto ventilato
Ci sono molte cose da considerare quando si progetta e si costruisce una copertura, così come per il rifacimento del tetto. Per installare un pacchetto tetto ventilato è fondamentale avere una visione d’insieme. Determinare la sezione di ventilazione, quindi determinare quanta aria bisogna far circolare nell’intercapedine, è una valutazione che coinvolge diversi aspetti:
- le dimensioni delle falde (lunghezza e pendenza)
- il tipo di copertura adottato (tipi di tegole o coppi)
- le condizioni meteorologiche a cui il tetto è sottoposto (esposizione al vento soprattutto).
È necessario controllare che la ventilazione sia efficace, misurandola in relazione alla falda, con un criterio di proporzione. Una sezione di ventilazione sarà più grande quanto maggiore sarà la lunghezza della falda e minore sarà la sua pendenza.
Se, al contrario la falda è molto pendente ma corta, la sezione di ventilazione sarà ridotta.
Inoltre, il pacchetto tetto ventilato va progettato considerando elementi determinanti come la resistenza al fuoco, al vento, il tipo di installazione e i materiali inseriti nella copertura.
Sistemi per il tetto ventilato
Esistono metodi e materiali che semplificano la realizzazione del tetto ventilato, già predisposti.
In questi sistemi si utilizzano pannelli pre-assemblati, raccordi, accessori di ventilazione in gronda e in colmo, barriere tagliafuoco, barriera vapore, sottofondi, tegole in argilla o cemento, pannelli solari per il tetto, prodotti per la ventilazione, fissaggi, bordi, colmi e altro ancora.
Si possono realizzare dei sistemi per tetti in legno ventilati o i classici tetti in tegole, ma in ogni caso il sistema di corretta installazione fa la differenza per creare un tetto ad alte prestazioni.
Se hai domande o desideri discutere del tuo progetto di ventilazione del tetto, contattaci. Il nostro team di esperti tecnici può aiutarti a soddisfare le tue esigenze per una ventilazione adeguata.
La nostra impresa è specializzata nella realizzazione del pacchetto tetto ventilato in Lombardia, particolarmente nelle province di Milano, Como, Lecco, Varese, Monza Brianza.
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