Amianto friabile, di cosa si tratta?

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Spesso si sente parlare di amianto o Eternit, friabile o meno, e le differenze che ci sono tra i diversi stati del materiale.

Prima di tutto, è necessario sapere che, sebbene alcuni manufatti o parti edilizie siano costituiti principalmente da amianto, è possibile che il materiale sia combinato con altri componenti.

Si tratta di un materiale contenente amianto (MCA) se ne contiene più dell’1%, e può presentarsi in varie condizioni.

  1. Qualsiasi MCA, quando è asciutto viene considerato friabile se può essere sbriciolato, polverizzato o ridotto in polvere con una pressione manuale. In tal caso ne derivano le fibre (o fibrille) di amianto che, una volta inalate, provocano gravi fenomeni infiammatori per l’apparato respiratorio. Ne parleremo nell’articolo, come materiale rischioso.
  2. Nell’amianto non friabile. Le fibre sono bloccate nel materiale legante principale: una “matrice” dura, stabile e resistente da cui deriva l’amianto compatto. Si può trovare nei rivestimenti per pavimenti resilienti, piastrelle vinil-amianto o linoleum, coperture in asfalto, guarnizioni, etc. È il caso dell’Eternit, materiale in cui le fibre sono inserite nel cemento creando il cemento amianto.

Quando il materiale con amianto è friabile

Vediamo le condizioni, invece, che sono più pericolose per la salute umana e l’ambiente.
Prima di tutto, ricordiamo che l’amianto (o asbesto) non è un minerale in particolare ma una varietà fibrosa di alcuni minerali presenti in natura, nella famiglia dei silicati. Si possono cristallizzare come amianto e le loro fibre mostrano un’elevata resistenza a: trazione, flessibilità, agenti chimici, calore, elettricità.

L’amianto che conosciamo, quindi, è costituito da fasci di fibre lunghe e sottili. Forti singolarmente ma che, purtroppo, in alcune condizioni possono essere separate l’una dall’altra in modo molto facile.

Lo sfaldamento avviene quando l’amianto è:

  • legato con matrici non compatte, come nel caso dei materiali spruzzati su soffitti, travi e pareti;
  • legato con materie prime che possono essere facilmente ridotte in polvere o sbriciolate, mediante pressione manuale, traumi meccanici, agenti esterni;
  • soggetto ad erosione e danni del tempo, rilascia le sue fibre nell’ambiente.

Se ne può dedurre che, a livello potenziale, anche l’amianto compatto potrebbe essere frantumato, rilasciare fibre di asbesto e risultare nocivo come l’amianto friabile sin dalla fase iniziale. Questo è il presupposto da tenere presente, oltre le normative in atto.

I prodotti di amianto friabile

Per sapere quali sono i manufatti comuni che contengono amianto friabile è necessaria una verifica, ma tendenzialmente questo materiale si trova in:

  • materiali per l’edilizia (tegole, coibentazioni, intonaci a spruzzo, controsoffitti; pavimentazioni, pannelli ondulati, tettoie, etc.);
  • prodotti di isolamento delle tubazioni dell’acqua;
  • corde di amianto;
  • componenti per l’isolamento termoacustico;
  • amianto sfuso.

Molti prodotti hanno accolto l’amianto nella loro costituzione, dato che le sue caratteristiche l’hanno fatto legare facilmente con vari materiali costruttivi come calce, cemento, gesso, polimeri, gomma, PVC, etc. In molti casi si tratta di amianto non friabile, ma come abbiamo visto anche quando è compatto può portare a rischi per la salute, quindi andrà verificata la sua consistenza e presenza.

Ricordiamo che, per capire se ci si trova in presenza di amianto, è necessario eseguire un’analisi scientifica dei campioni, dato che il materiale non è rilevabile alla vista o all’olfatto.

Certamente, nelle sue tante forme, l’amianto non è riconoscibile nella condizione agglomerata – mischiato ad altri materiali; è più semplice da identificare per gli esperti, quando si trova nelle lastre e pannelli in forma pura (tubi, corde, etc.).

Bonifica siti contaminati da amianto friabile

In Italia la legge 257/92 ha sospeso le attività di utilizzo, lavorazione e commercializzazione dell’amianto, a causa dei pericoli per la salute derivanti da questo materiale. Inoltre, è stata seguita dal D.M. 06/09/1994, che stabilisce le procedure operative per la bonifica dell’amianto, la manutenzione dei prodotti, e dei sistemi per la valutazione del rischio legato alla salute.

Inoltre, è presente nel Decreto Legislativo 81/08 che regola la bonifica, rimozione, trasporto e smaltimento dell’amianto.
Tutto questo complesso normativo, stabilisce le procedure e i requisiti per affrontare la presenza dell’amianto nei nostri edifici.

La legislazione ha adoperato la definizione di amianto in matrice friabile come quello proveniente da materiali (MCA) che si sgretolano manualmente o a causa degli agenti esterni atmosferici.

Oltre a questi materiali integri suscettibili di danneggiamento, annovera a rischio anche i materiali già danneggiati (con segni di deterioramento).

Per l’amianto compatto (che non si sgretola né si danneggia), la pericolosità è considerata minore, nella valutazione dei rischi. Viene richiesta, ovviamente, la messa in sicurezza di materiale frammentato.

La normativa non ha imposto la bonifica di tutti i siti contaminati quindi, ma di quelli dove il materiale danneggiato ricopre un’area estesa: il rischio è alto e diventa d’obbligo intervenire.
Per gli altri, sono definiti controlli periodici e procedure per la corretta manutenzione.

In ogni caso, è consigliabile effettuare verifiche amianto nei luoghi dove è possibile il rischio di inalazione e, di conseguenza, della comparsa di patologie asbesto-correlate.

cosa è amianto friabile general cover

Quando il materiale in amianto si frantuma o danneggia

In questo caso, le zone che tendono a sbriciolarsi vanno identificate subito: le fibre sembrano sfaldate come lana o cotone, ma molto più rischiose.

Parlando dei rischi dell’amianto friabile, dobbiamo ricordare che respirare le fibre di questo materiale può aumentare il rischio di cancro ai polmoni, mesotelioma, asbestosi.
Patologie che si manifestano con problemi gravi per i polmoni e il sistema respiratorio, accresciute anche dal fumo di sigaretta.

Quando si nota un danneggiamento del materiale, è necessario rivolgersi in tempi rapidi ad un’impresa specializzata nella rimozione e smaltimento amianto.

Saper trattare questi MCA è fondamentale per evitare danni alla propria salute. In ogni caso, in presenza di fibre di amianto friabili e volatili, è utile indossare una mascherina ad alta protezione, per non inalare il materiale.

Il preventivo per la bonifica dell’amianto friabile

Raccomandiamo sempre di affidare la rimozione dell’amianto a professionisti autorizzati. È un lavoro che richiede una formazione specifica, e una particolare esperienza per essere svolto in sicurezza.
Bisogna seguire le precauzioni di sicurezza previste dalle normative vigenti, per ogni tipo di rimozione amianto.

Sia per lo smantellamento del tetto in amianto sia per la rimozione di piccoli manufatti, o per la loro messa in sicurezza (incapsulamento). Qualsiasi azione deve essere effettuata secondo un protocollo ben definito.

Per ogni richiesta di prezzi e modalità per la bonifica amianto potrai confrontarti con i nostri consulenti. Il personale tecnico General Cover fornisce un consiglio sulla fattibilità dell’intervento, con servizi personalizzati in caso di amianto compatto eternit, amianto friabile o amianto non friabile.

  • Informazioni sugli interventi di bonifica amianto friabile e non friabile.
  • Preventivo ed esecuzione dei lavori.
  • Smaltimento amianto e dei materiali contenenti amianto presso le apposite discariche.
  • Servizio Assistenza Post Rimozione.

Siamo attivi per lavori di rimozione amianto in tutte le provincie della Lombardia: Milano, Lodi, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese. Anche in Piemonte forniamo servizi di bonifica amianto a Novara e Verbano-Cusio-Ossola.

Compila il form per lasciarci un tuo messaggio, o se preferisci chiama ai numeri 031 734043 (fisso) 327 2504555 (cellulare).

Ti ricontatteremo il prima possibile per un sopralluogo e preventivo gratuiti per la rimozione amianto.