Bonus tetto 2024
Bonus Tetto 2024, come funziona e cosa cambia nel 2025
Partiamo dal fatto che le agevolazioni per rifare le coperture degli edifici, dipendono da che tipo di interventi scegli. Più che un Bonus Tetto, esistono opere edili che possono far parte di altri Bonus.
La questione può essere valutata con aliquote differenziate, quindi, previste in base ai lavori che intraprendi sia per un tetto residenziale che per una copertura industriale. Vediamo meglio quali sono i cosiddetti Bonus Tetto 2024 fino a dicembre, e come cambieranno l’anno prossimo.
Che agevolazioni ci sono per rifare il tetto? Detrazioni per ogni ristrutturazione
Per capire quale bonus per rifare il tetto è più adeguato, ci si può orientare tra le possibilità di interventi dedicati a obiettivi differenti, principalmente 4: Bonus Ristrutturazione, Ecobonus con riqualificazione energetica, Sisma Bonus per il rischio sismico e le detrazioni per la Bonifica Amianto.
Interventi con agevolazioni previste dal Bonus Ristrutturazioni
Le spese per il rifacimento del tetto sono detraibili al 50%, come altri interventi edili connessi.
Si tratta delle opere che, secondo l’Agenzia delle Entrate rientrano in tre categorie:
- nella manutenzione straordinaria;
- nel restauro e risanamento conservativo;
- nella ristrutturazione edilizia.
Il criterio della detrazione nel restauro e risanamento, è quello della conservazione dell’edificio per assicurare la sua funzionalità. In particolare, molte volte la ristrutturazione del tetto è necessaria per risanare condizioni di decadimento e infiltrazioni, quindi rientra negli interventi per eliminare e prevenire situazioni di degrado. Sempre come risanamento sono considerate le opere per l’adeguamento delle altezze dei solai o il consolidamento degli elementi costitutivi.
In alternativa, la ristrutturazione trasforma il tetto edificio mediante opere che possono portare a un assetto diverso. Per esempio prevede tutti gli interventi di demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria, oppure la realizzazione di una mansarda nel sottotetto (trasformazione della soffitta in mansarda).
Per il tetto, quindi, sono previsti diversi interventi detraibili ai fini fiscali, ma si differenziano in base al fatto se si tratti del tetto di una casa singola o di un condominio. In ogni caso, il massimo di spesa sostenibile è € 96.000, quindi € 48.000 da portare in detrazione (50%).
La riduzione (IRPEF o IRES) andrà ripartita in 10 anni in 10 quote di uguale importo:
Per le singole unità abitative:
- sostituzione dell’intera copertura (nuovo tetto);
- modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume;
- sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti
- sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote
- adeguamento dell’altezza dei solai;
- riparazione sottotetto modificando la posizione (sostituzione sanitari, innovazioni, modifiche interne ed esterne con opere edilizie – ma senza modificare la destinazione d’uso.
- formazione di una unità immobiliare abitabile nel sottotetto tramite opere edilizie (mansarda)
- sostituzioni travi del tetto con modifiche;
- sostituzione totale delle travi per la formazione del nuovo tetto;
- sostituzione tegole con altre di materiale e/o forma diverse;
- rifacimento dei terrazzi con caratteristiche diverse (nuove dimensioni o piano);
- riparazione delle pavimentazioni dei terrazzi, rifacimento o sostituzione conservando dimensioni e piano preesistenti.
Per le parti condominiali:
- riparazione del tetto con la sostituzione parziale della struttura e dei materiali di copertura, conservando le caratteristiche;
- modifica della pendenza delle falde del tetto, con o senza aumento di volume;
- sostituzione dei solai di copertura con materiali uguali a quelli preesistenti;
- sostituzione tegole con altre uguali a quelle preesistenti;
- riparazione pavimentazioni dei terrazzi, rifacimento o sostituzione conservando le caratteristiche (dimensioni e piano);
- sostituzione delle travi del tetto, con altre uguali per materiali, dimensioni e posizione.
Interventi con agevolazioni Ecobonus
Gli interventi di riqualificazione energetica che interessano il tetto, invece, rientrano nelle spese con detrazioni al 65% previste da questa misura fiscale.
Quali lavori sul tetto sono detraibili? Per le strutture edilizie, rientra nell’Ecobonus “la riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi”.
In sintesi, vengono agevolate le spese sostenute per l’isolamento termico dei tetti, sia i tetti a falde sia quelli piani, tramite il criterio della minore trasmittanza termica – ossia minore passaggio di calore (dispersione) dall’interno all’esterno, tramite una superficie (copertura). Per questo, si citano gli ambienti riscaldati interni che sono protetti dall’esterno tramite il tetto.
Ogni intervento di coibentazione tetto è un aiuto per l’efficienza energetica., valutato nel suo valore di isolamento termico e acustico complessivo come beneficiario di un’agevolazione fiscale.
Tra gli interventi che permettono di accedere all’Ecobonus al 65% sono compresi:
- riqualificazione energetica con rifacimento del tetto;
- isolamento del tetto a livello termico e acustico;
- installazione di pannelli solari sul tetto, come riqualificazione energetica.
Per quanto riguarda la mansarda e il sottotetto, l’Ecobonus è accessibile solo se si tratta di vani riscaldati, e si avviano dei lavori che migliorano le caratteristiche energetiche e l’isolamento casa, quindi la coibentazione del tetto. Un sottotetto non riscaldato o un rifacimento della copertura senza coibentazione, rientrano nel Bonus ristrutturazione.
L’importo massimo agevolabile per le coperture è di € 60.000, quindi € 39.000 (65%) da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.
Interventi con agevolazioni Sisma Bonus
Tra le spese detraibili per i lavori sul tetto, ci sono anche alcune che interessano la realizzazione di interventi antisismici. Si tratta delle spese relative all’esecuzione delle opere per la messa in sicurezza statica degli edifici e, quindi, anche delle coperture.
L’adozione di misure antisismiche prevede detrazioni maggiori e regole specifiche in base a:
- risultato ottenuto con i lavori;
- zona sismica in cui si trova l’immobile;
- tipologia di edificio.
Seguendo queste variabili, saranno concesse detrazioni fiscali differenti dal 50% all’85%.
Si può beneficiare di un’aliquota variabile nelle zone sismiche 1, 2 (alta e media pericolosità) e 3 (bassa sismicità). È esclusa dall’agevolazione la zona 4 con bassissima sismicità.
La mappatura di ogni territorio non è uniforme, e le località di una stessa regione possono appartenere a zone sismiche differenti.
Ad esempio, il Sisma Bonus per il tetto in Lombardia vedrà applicata la zona 2 a oltre 50 Comuni, mentre alla zona 3 appartengono oltre 1.000 Comuni.
Aliquote in base alla diminuzione del rischio sismico
La detrazione cambia secondo gli interventi dedicati alla riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi (di norma sono previste 8 classi di rischio sismico degli edifici).
Se il normale 50% delle ristrutturazioni è previsto quando non si perde nessuna classe di rischio sismico, si passa al 70% se si scende di 1 classe e dell‘80% se si scende di 2 classi di rischio.
Con il cosiddetto Ecosismabonus i lavori condominiali partono dal 75%, quando è presente la riduzione di 1 classe e riqualificazione energetica. Si passa all’aliquota dell’85% per i lavori su parti condominiali che riducano di 2 classi con riqualificazione energetica inclusa.
Le opere per il miglioramento rispetto al rischio sismico possono interessare sia le abitazioni, prime e seconde case, sia gli edifici adibiti ad attività produttive.
Si potranno detrarre le spese degli interventi strutturali antisismici fino ad un totale di € 96.000 per unità immobiliare. Stavolta la detrazione (IRPEF o IRES) andrà distribuita in 5 annualità in 5 quote di uguale importo: es. il 70% di € 96.000 è € 67.200, diviso in 5 quote da € 13.440 l’una.
Ricordiamo che il Sisma Bonus si applica alle costruzioni esistenti, e non sui nuovi edifici o ampliamenti.
Bonus amianto per il tetto
La rimozione dei materiali contenenti amianto è agevolata con diverse opportunità, visto il tema collegato, ossia la salubrità degli ambienti residenziali o di lavoro. Per eliminare questo minerale nocivo (presente in molte coperture degli anni ’60-’80), è possibile ottenere delle agevolazioni fiscali sia tramite il Bonus Ristrutturazione sia tramite l’Ecobonus.
Nel primo caso, tra i lavori di ristrutturazione detraibili sono compresi anche gli interventi di bonifica dall’amianto, con uno sgravio fiscale del 50% sulle spese per la rimozione e lo smaltimento dei materiali. L’aliquota si calcola su una spesa massima pari a € 96.000 ed è applicabile in 10 rate annuali di pari importo.
In alternativa, l’incentivo per la rimozione amianto può far parte dell’Ecobonus, nel momento in cui oltre ad eliminare i materiali che lo contengono, siano in opera degli interventi di miglioramento energetico della casa o del condominio. Ad esempio, se dopo la bonifica amianto si realizza una nuova copertura con una coibentazione efficace; oppure, se vengono installati dei pannelli solari fotovoltaici sul tetto, dopo aver effettuato la bonifica. In questo caso, come per altri interventi Ecobonus, la riqualificazione energetica viene assoggettata all’aliquota del 65%, su un importo massimo di € 100.000.
Per le aziende, inoltre, per il 2024-2025 sono attivi alcuni incentivi a fondo perduto dedicati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono ammesse le spese di rimozione amianto e sostituzione delle coperture, bonifica della sottocopertura, installazione e ancoraggio delle nuove coperture.
Quando scade il bonus per rifacimento tetto?
Sapendo ora quali bonus edilizi rimangono nel 2024, rimane da definire la loro scadenza: tutti al 31 dicembre 2024. Perché le aliquote cambieranno anche per il cosiddetto Bonus Tetto!
Che sia per una ristrutturazione con adeguamento sismico o per la ristrutturazione, entro la fine del 2024 sarà possibile accedere a queste percentuali. Già dall’anno prossimo, diminuiranno le “quote” – almeno così è previsto dalla revisione dei bonus e degli sconti fiscali nella nuova legge di Bilancio, in parte già definita in parte ancora in discussione.
Per il Bonus Ristrutturazione con aliquota al 50%, nel 2025 rimarrà tale, ma sarà applicabile solo alle prime case. Per le seconde case scenderà al 36% e con un massimale di spesa di € 48.000 per unità immobiliare.
Si sta considerando di impostare l’Ecobonus con un’aliquota al 36% e massimali di spesa non più variabili ma fissi: € 48.000 per unità immobiliare. In alternativa, il governo potrebbe confermare il 65% per la prima casa di abitazione, al fine di facilitare i risultati di efficientamento energetico (aumento della classe energetica dell’edificio).
Dal 1 gennaio 2025 anche il Sisma Bonus dovrebbe disporre del 36% e degli stessi massimali di € 48.000 per unità immobiliare; stessi valori per la rimozione amianto (36% e 48.000 euro).
Per ora ci sono diverse eventualità “in cantiere” ma il punto fermo è che il Bonus Tetto 2024 così come lo conosciamo, dal 2025 potrebbe ridursi nella sua abbondanza di possibilità e aliquote vantaggiose.
Come ottenere il Bonus Tetto?
Affidati ad un’impresa specializzata nel rifacimento di tetti e coperture. Otterrai non solo un preventivo dettagliato e lavori a regola d’arte, ma anche il supporto per le detrazioni fiscali vigenti per la ristrutturazione del tetto o sottotetto.
Come esperti nell’ambito della ristrutturazione tetto possiamo fissare un appuntamento per il sopralluogo e la stima delle opere edilizie.
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