Criteri Ambientali Minimi: quali sono e quando si applicano
Da sempre più anni si parla di requisiti ambientali per prodotti e servizi, in molti settori. L’esigenza della sostenibilità energetica e a tutela dell’ambiente cresce in modo esponenziale, e anche il settore edilizio ne è stato toccato.
È nato tutto con la definizione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) e con il loro ruolo nelle varie fasi aziendali, da scoprire per capire il loro valore.
Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi e quando si applicano
Quando si parla di questi criteri, ci si riferisce ai requisiti ambientali, sociali ed economici che sono definiti per le varie fasi del processo che porta agli acquisti pubblici – dagli appalti alle acquisizioni di beni e servizi.
Questi criteri sono pensati per selezionare, in fase di scelta e acquisto, il miglior rapporto tra prestazioni, costi e impatto (ambientale in primis, ma anche sociale e finanziario).
Come funziona una scelta con questi criteri? Parlando soprattutto del profilo ambientale, si deve individuare il prodotto, il servizio o la soluzione progettuale migliore dal punto di vista del cosiddetto lungo il ciclo di vita.
Acquisti pubblici che significa? I CAM sono stati definiti nell’ambito del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della PA, e interessano quindi la pubblica amministrazione.
Ne risulta, quindi, che i Criteri Ambientali Minimi sono obbligatori da rispettare sia per la PA in caso di appalti pubblici e acquisti “green”, sia per le imprese che devono partecipare ai bandi di gara (appalti per la fornitura di prodotti e servizi alla PA).
Questi criteri riguardano le categorie di forniture e affidamenti individuate come prioritarie nel GPP (Green Public Procurement o Acquisti Verdi).
Ricordiamo che l’adozione dei Criteri Ambientali Minimi è stata prevista in diverse normative negli ultimi anni. Nella legge 221/2015 e poi nel D. Lgs 50/2016 dedicato al Codice degli appalti (modificato dal D. Lgs 56/2017). L’articolo 34 “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale”, ha reso obbligatoria l’applicazione dei CAM.
Come funzionano i CAM
Relativamente agli appalti, le cosiddette stazioni appaltanti e le amministrazioni aggiudicatrici di appalti, sono quelle che devono effettuare la scelta. Possono includere tutto o alcuni dei requisiti soggetti ai CAM nel bando di gara.
Questi criteri di aggiudicazione dell’appalto nei bandi si applicano all’importo della gara di appalto, alle specifiche tecniche e alle clausole contrattuali.
I più importanti nella procedura di gara sono le capacità di eseguire i lavori di appalto seguendo criteri di “sostenibilità” ossia in modo da recare i minori danni possibili all’ambiente. È il principio DNSH (Do No Significant Harm) che ispira molti requisiti del PNRR.
Esistono anche dei criteri “premianti”: i requisiti delle prestazioni ambientali che rendono l’offerta al miglior rapporto qualità-prezzo.
Esiste una certificazione CAM che rassicura le aziende? No.
Questi requisiti minimi devono essere rispettati da ogni azienda che si presenta al bando, verificando i CAM corrispondenti al settore e al prodotto di pertinenza (si riscontrano sul sito del Ministero della Transizione Ecologica). Se l’azienda aderisce alla norma di riferimento, può presentarsi in gara.
A cosa servono?
Essendo parte del Piano per la sostenibilità ambientale, l’applicazione dei CAM promuove le buone pratiche che porteranno sempre di più verso tecnologie e soluzioni sostenibili. Per agevolare scelte a ridotto impatto ambientale, e stimolare la produzione verso strategie più virtuose.
A tal fine, i CAM vengono anche aggiornati periodicamente sulla base dell’evoluzione del mercato. Per questo, nel 2023 sono stati aggiornati dei criteri ambientali, oltre a quelli esistenti, seguendo il programma di attuazione della Strategia nazionale per l’economia circolare.
Si sono aggiunte delle revisioni dei CAM per le forniture di calzature (DPI e non) e di accessori in pelle, ma soprattutto la revisione dei CAM edilizia – di cui parleremo in seguito.
In ogni caso, l’obiettivo è quello di declinare verso un’economia green la maggior parte degli acquisti inerenti alle categorie principali, ampliandole sempre di più.
Quali sono i CAM in vigore nel 2023
Per ora, i CAM – Criteri Minimi Ambientali interessano questi 18 ambiti produttivi e categorie merceologiche:
- Arredi per interni
- Arredo urbano
- Ausili per l’incontinenza
- Calzature da lavoro e accessori in pelle
- Carta
- Cartucce
- Edilizia
- Illuminazione pubblica (fornitura e progettazione)
- Illuminazione pubblica (servizio)
- Illuminazione, riscaldamento/raffrescamento per edifici
- Lavaggio industriale e noleggio di tessili e materasseria
- Rifiuti urbani
- Ristorazione collettiva
- Sanificazione
- Stampanti
- Tessili
- Veicoli
- Verde pubblico
I CAM nel settore edilizio
L’ambito delle costruzioni, tramite progettazione e lavori in ambito edilizio, è interessato sempre di più dall’avvento dei CAM.
Già il Decreto ministeriale n. 256 23/06/2022 (entrato in vigore il 4 dicembre 2022), è dedicato in modo specifico alle procedure di affidamento tramite appalti, dei servizi edili.
La revisione dei CAM edilizia, è stata effettuata proprio in quest’occasione, al fine di aggiornare i CMA al progresso tecnico e all’evoluzione dei mercati di riferimento. I criteri ambientali minimi adottati con decreto n. 256 hanno definito materiali e strategie da adottare per ridurre l’impatto ambientale nel settore edile.
Gli accorgimenti devono essere presi per agevolare le tecnologie di efficientamento energetico, rispettando la sfera ambientale ma anche quella economica e sociale degli edifici costruiti.
I CAM sono pensati per sottoporre i progetti e lavori a dei criteri di valutazione iniziali che riguardano molti aspetti.
Alti livelli di prestazione sono richiesti sia per i materiali, sia per lavori di isolamento e impermeabilizzazione (risparmio energetico), per la migliore qualità dell’aria interna agli edifici, per la luminosità e gli impianti di illuminazione efficienti. A livello di luce naturale, vengono promosse soluzioni architettoniche che migliorano l’apporto di luce solare, e dispositivi di ombreggiamento per evitare il surriscaldamento degli edifici.
Tra gli altri interventi edilizi, vengono valutati essenziali quelli atti a garantire un corretto deflusso delle acque, e la prevenzione di fenomeni di erosione, compattazione e smottamento del suolo (che causano notevoli danni).
Il criterio energetico, chiaramente, è fondamentale: sarà favorita la costruzione di edifici con impianti alimentati da fonti rinnovabili come centrali di cogenerazione, parchi fotovoltaici o eolici, sistemi a pompa di calore, impianti a biogas, etc.
Per la sicurezza, vengono richieste le tecniche in grado di prevenire e ridurre la concentrazione di gas radon all’interno degli edifici, e per il comfort acustico interno.
I materiali aderenti ai Criteri Minimi Ambientali
Tornando all’economia circolare, negli interventi edilizi si dovrà prediligere l’uso delle risorse in modo efficiente, seguendo criteri di economia circolare.
Vengono favorite le pratiche di riciclo dei materiali per la loro “seconda vita”, e l’adozione di materiali da costruzione organici, oltre che rinnovabili e riciclabili. Ad esempio, sono accettati calcestruzzi con un contenuto di materie riciclate, e i prodotti in legno provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile.
In fase di valutazione, i materiali sottoposti favorevolmente ai CAM sono di regola quelli con etichette ambientali, che riferiscono l’utilizzo di energia, le prestazioni ambientali, l’emissione di CO2 e lo smaltimento finale.
Oltre all’utilizzo delle risorse e di materie prime costruttive a basso impatto ambientale, un criterio importante è quello della loro gestione e smaltimento, riciclo compreso. Per contenere le emissioni di carbonio, inoltre, vengono sostenute infrastrutture e modalità di lavoro “green”.
I nuovi CAM per l’edilizia, nelle intenzioni del Ministero della Transizione Ecologica, sono anche in relazione con il principio DNSH (minori danni ambientali possibili) che abbiamo già visto. Per rendere conformi i progetti e le opere che vengono realizzate nell’ambito del PNRR.
A quali appalti si applicano i CAM 2023
Fondamentalmente, interessano gli appalti con interventi sugli edifici pubblici per ristrutturazioni, nuove costruzioni e interventi di manutenzione.
Sono compresi, quindi, lavori di:
- costruzione
- ristrutturazione urbanistica
- ristrutturazione edilizia
- manutenzione ordinaria e straordinaria
- demolizione
- recupero, restauro e risanamento conservativo.
Chi verifica i CAM richiesti? Questa domanda diventa essenziale per le imprese.
Durante la fase di procedura di gara per gli appalti pubblici, viene monitorata l’applicazione dei CAM tramite l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).


