Agenda 2030
Se in passato si parlava di pianificazione, da qualche anno si è diffusa la parola Agenda: un programma che definisce i passi da fare per il futuro, decisi a livello globale. Si parla anche di agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Tutto parte dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), un’istituzione che riunisce moltissime nazioni al fine di prendere delle decisioni comuni, favorevoli allo sviluppo della nostra vita sul pianeta. Ecco come nasce l’Agenda 2030 onu, da una discussione e poi decisione presa nel 2015. Vediamo qualche dettaglio in più, e perché avrà un impatto sulla nostra quotidianità.
Lo sviluppo sostenibile: l’Agenda 2030 cos’è e a cosa serve
Sono 193 i paesi membri dell’ONU che hanno sottoscritto questo documento nel settembre del 2015, animati dall’intenzione di migliorare il benessere delle persone a livello mondiale.
Nelle intenzioni dell’Agenda onu 2030, l’obiettivo è quello dello sviluppo sostenibile, ovvero che combina insieme crescita economica e tutela ambientale. Per questo ha dato vita ad un calendario definito di azioni da fare, al fine di raggiungere una prosperità “rispettosa” del pianeta e dei suoi abitanti.
Nel programma, infatti, si punta a migliorare i tre campi dello sviluppo sostenibile:
- benessere economico – crescita del lavoro e della prosperità globale;
- benessere sociale – attenzione a salute, istruzione, uguaglianza nelle opportunità;
- difesa ambientale – cura del pianeta e gestione corretta delle risorse.
L’importanza dell’Agenda 2030, quindi, è racchiusa nelle azioni che porteranno ad un migliore sviluppo delle attività umane – almeno nelle intenzioni dei paesi che l’hanno approvata.
Ricordiamo che questa visione non nasce dal nulla: rappresenta la continuazione dei documenti noti come Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (2000-2015). Sono stati la prima occasione di consenso internazionale per esaminare e fronteggiare i problemi globali come la povertà, la fame e l’accesso all’istruzione. Sebbene queste mete non siano state raggiunte, hanno comunque fornito la base per le questioni che si sono estese nel 2015, attraverso gli obiettivi dell’Agenda 2030.
A cosa serve? Si può fare a meno dell’Agenda 2030?
Le decisioni globali hanno un maggiore impatto sulle attività umane, ovviamente. Un documento firmato e seguito da 193 paesi può avere effetti più positivi di singole azioni sparse sul pianeta. Questo aspetto diventa fondamentale sopratutto in tempi di economia su scala mondiale (tutti siamo legati a risorse e lavorazioni di altri continenti), e crisi climatica.
A proposito dei problemi ambientali, infatti, da diversi anni gli scienziati ci avvertono che le conseguenze dell’attività umana, rappresentano un pericolo per la nostra salute e molti ecosistemi del pianeta.
Dal 2015 ad oggi diversi programmi sono stati intrapresi per contrastare il cambiamento climatico e sviluppare un’economia sostenibile, insieme ad altre pianificazioni a livello finanziario e sociale. Lo scopo è quello di non trascurare i problemi economici e sociali (“non lasciare indietro nessuno”), ma affrontare la minaccia del cambiamento climatico, per non compromettere il futuro delle prossime generazioni.
Quali sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
I cosiddetti SDG (Sustainable Development Goals), che toccano con i loro temi le tante questioni in ballo: dalla ripresa economica “green” ai temi della salute e dell’equità sociale.
È un programma ambizioso, quello dell’ONU, dato che gli obiettivi principali sono 17 e a loro volta suddivisi in ulteriori 169 obiettivi, da raggiungere entro il 2030!
Prima di parlare degli obiettivi, ricordiamo che i punti centrali dell’Agenda 2030 si basano su 5 concetti, detti in inglese le 5P.
- Persone – volontà di porre fine alla povertà e alla fame, per garantire che tutti gli esseri umani possano realizzarsi con dignità e mediante pratiche che assicurano l’uguaglianza; in un ambiente sano.
- Pianeta – la sua protezione dal degrado è promossa attraverso la sostenibilità di consumi, produzioni industriali e gestione delle risorse naturali. Tutto per un’azione urgente contro il cambiamento climatico.
- Prosperità – il fine è quello di garantire che tutta l’umanità possa godere di una vita prospera e appagante, tramite un progresso economico, sociale e tecnologico in armonia con la natura.
- Pace – questo punto promuove lo sviluppo di società pacifiche, giuste e inclusive, libere dalla paura e dalla violenza – sia sociali che derivanti da conflitti.
- Partenariato – il significato è quello della collaborazione, per mobilitare i mezzi necessari ad attuare l’Agenda 2030 tramite uno spirito di solidarietà, incentrato sui bisogni delle persone più vulnerabili.
I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in sintesi
- Eliminare la povertà estrema: per tutte le persone ovunque (la misura è data da chi vive con meno di 1,25 dollari al giorno).
- Fame zero: porre fine all’indigenza, assicurando a tutti l’accesso a cibo sicuro e nutriente.
- Salute e benessere: garantire una vita sana e promuovere il benessere a tutte le età.
- Istruzione di qualità: un accesso all’istruzione inclusiva ed equa, favorendo l’opportunità di apprendimento per tutti.
- Uguaglianza di genere: raggiungere la parità di genere, per emancipare tutte le donne e le ragazze.
- Acqua pulita e servizi igienico-sanitari: raggiungere l’accesso universale all’acqua potabile sicura ed economica per tutti.
- Energia accessibile e pulita: garantire a tutti l’accesso a un’energia affidabile, sostenibile ed evoluta, assicurando la transizione energetica.
- Lavoro dignitoso e crescita economica: promuovere un economia sostenibile e inclusiva, un’occupazione piena e produttiva, con un lavoro dignitoso per tutti.
- Industria, innovazione e infrastrutture: costruire strutture resilienti al cambiamento climatico (trasporti, irrigazione, energia, tecnologie), per un’industrializzazione sostenibile e per favorire l’innovazione.
- Riduzione delle disuguaglianze: combattere le disparità all’interno dei Paesi e tra di essi, sostenendo la crescita progressiva del reddito, per il 40% della popolazione più povera.
- Città e comunità sostenibili: sostenere per tutti l’accesso ai servizi di base, agli alloggi adeguati, sicuri e a prezzi accessibili; un obiettivo contro le baraccopoli.
- Consumo e produzione responsabili: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili a a livello ambientale.
- Azione urgente per il clima: adottare misure per combattere il cambiamento climatico e i suoi effetti, ambientali e sociali.
- Tutelare la vita marina: conservare e sfruttare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine.
- Tutelare gli ecosistemi terrestri: gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, invertire il degrado del territorio e la perdita della biodiversità.
- Pace, giustizia e istituzioni forti: promuovere lo sviluppo delle società giuste, pacifiche e inclusive delle diversità.
- Partenariati per gli Obiettivi: rivitalizzare la collaborazione tra paesi, tramite il Partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.
Le fonti di energia rinnovabili e gli obiettivi dell’Agenda 2030
Il punto 7 per lo Sviluppo Sostenibile, si concentra proprio sul tema del consumo energetico toccando un punto focale di cui si discute molto in questi anni.
Il principale obiettivo si divide tra la volontà di assicurare a tutti l’accesso all’energia e le sue caratteristiche. Viene definita un’ottima fonte energetica quella che si mostra affidabile, sostenibile (pulita) e “moderna”.
Quando fu stilato il documento, si pensava che entro il 2030 sarebbe stato necessario aumentare la quota di energia rinnovabile all’interno della combinazione tra le fonti energetiche globali – fossili, rinnovabili, nucleari, etc.
L’altra meta da raggiungere per il 2030, decisamente ambiziosa, è quella di raddoppiare il tasso globale relativo al miglioramento dell’efficienza energetica.
A tal fine, è necessario rafforzare la cooperazione internazionale tra diversi paesi, per facilitare la ricerca sulle tecnologie per l’energia pulita e sulle modalità del loro sfruttamento.
Le energie rinnovabili sono una parte importante che può aumentare l’efficienza energetica tramite tecnologie avanzate nel settore green energy.
Le rinnovabili sono le fonti di energia più pulite, per questo tra gli obiettivi si ribadisce che è fondamentale promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche per sfruttarle. Parallelamente, vanno incrementate anche le tecnologie per impiegare i combustibili fossili in modo sostenibile, il meno inquinante possibile.
Le parole infrastrutture (impianti, sistemi, trasporti, etc.) e tecnologia sono fondamentali, al fine di fornire dei servizi energetici moderni e sostenibili. In particolare, ci si concentra sui paesi meno sviluppati o in via di sviluppo che potrebbero beneficiare di cambiamenti positivi anche da altri punti di vista (sociale ed economico).
Un punto chiave è quello dello sviluppo e gestione sostenibile delle città, per accrescere la qualità della vita dei cittadini. Misure e tecnologie fanno molto discutere, perché diversi cambiamenti non sono facili da attuare in centri urbani come Milano, ad esempio.
Creare dei sistemi che prediligono e adoperano gli impianti fotovoltaici, eolici o altre forme di energia rinnovabile non è semplice entro il 2030. Sicuramente oltre gli obiettivi pubblici, le pianificazioni in accordo con le autorità e le comunità globali, la spinta al consumo energetico sostenibile tocca anche i privati, che vedono in queste fonti un’occasione di risparmio economico e tutela ambientale.
Oltre a ridurre l’impatto sul sistema climatico globale, adottare un uso efficiente dell’energia porta vantaggi in termini di riduzione dei costi in bolletta – che la crisi energetica ha fatto lievitare. Grandi e piccoli obiettivi, che l’Agenda di riflesso unisce nella ricerca del traguardo migliore alla transizione energetica.



