Procedura per rimozione amianto

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Procedura per rimozione amianto

La procedura per rimozione amianto: quali sono le pratiche e gli interventi

Negli interventi di bonifica amianto ci sono delle procedure operative definite dalle normative da seguire, create appositamente per tutelare dai rischi legati all’esposizione alle fibre di asbesto.

La normativa di riferimento sappiamo che è quella del D. Lgs. 81/08 e s.m.i, in cui sono definiti sia i rischi sia gli obblighi per la gestione di questo materiale: demolizione, rimozione o manutenzione senza rimozione demolizione).

La procedura per rimozione amianto prevede, in particolare, dei passi ben precisi da fare in base a questa tipologia di intervento.

Qual è la prassi per la rimozione amianto

In presenza di MCA ossia di materiali contenenti amianto, le procedure operative sono definite dei lavori edili in presenza di amianto.

Ogni intervento di bonifica deve essere eseguito da ditte qualificate nella rimozione amianto seguendo la prassi.

Prima di tutto, specifichiamo infatti che non si deve mai procedere in autonomia. Le imprese che si occupano di questi lavori edili devono essere iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 10A (materiali edili contenenti amianto legati in matrici cementizie o resinoidi – matrice compatta) o 10B (matrice compatta, materiali d’attrito e isolanti, contenitori a pressione, apparecchiature fuori uso, altri materiali incoerenti contenenti amianto).

L’invio dei dati allo SPSAL

L’impresa che segue la procedura per rimozione amianto deve inviare al Servizio Prevenzione

e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL) o all’organo di vigilanza competente del territorio:

  • l’indicazione del luogo dove avviene la bonifica (cantiere, indirizzo, etc.);
  • il piano di lavoro per la rimozione del materiale contenente amianto;

Andando nello specifico, all’interno dei documenti da presentare, la notifica all’organo di vigilanza competente (art.250 del D. L.gs. 81/08), devono essere citati:

  • i tipi e i quantitativi di amianto manipolati
  • le attività e i procedimenti applicati per la rimozione
  • il numero dei lavoratori coinvolti
  • la data di inizio lavori e la durata dei lavori stessi
  • le misure adottate per limitare l’esposizione dei lavoratori all’amianto.

La procedura prevede altre informazioni che abbiamo dettagliato nell’articolo sul piano di lavoro amianto.

Chi autorizza la rimozione dell’amianto?

La normativa definisce gli organi di vigilanza competenti a livello territoriale, che possono variare. Generalmente l’approvazione segue l’invio della comunicazione, quindi si tratta dello SPSAL, ma in alcuni territori potrebbero esserci altri enti o autorità preposte.

L’obbligo di presentazione del piano per la rimozione dell’amianto (art. 256 del D. Lgs. 81/08), prevede che debba essere inviato almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.

La procedura prevede l’approvazione superato questo termine, a meno che lo SPSAL non richieda un’integrazione entro i 30 giorni.

Se la data prevista per l’inizio lavori di rimozione amianto cambia, l’impresa dovrà inviare la nuova data entro 48 ore prima dell’avvio degli interventi.

Una nota: quando l’amianto è in matrice friabile, in alcuni casi è possibile che sia necessario un collaudo dell’impresa a cui potrà assistere il personale SPSAL.

Quando i lavori di bonifica sono urgenti

La procedura per rimozione amianto può cambiare, dato che l’obbligo di preavviso di 30 giorni non si applica e si può iniziare subito con i lavori, comunicando comunque il luogo, la data e l’orario di inizio lavori imminenti.

Per sapere quando si può richiedere la procedura per rimozione amianto d’urgenza, bisogna considerare che la normativa indica le possibilità di eventi improvvisi o imprevedibili, abbandono di rifiuti pericolosi, presenza di materiale pericolante o molto degradato; oltre alle ingiunzioni, diffide, disposizioni o atti equivalenti rilasciati dalle autorità competenti del territorio (es. sindaco o Vigili del Fuoco).

Inoltre, è possibile inserire nel piano di lavoro documenti che giustifichino la rimozione amianto con situazioni di emergenza o rischi per la salute e l’incolumità pubblica.

Cosa fare al termine dei lavori di rimozione amianto

Dopo l’intervento di bonifica, l’impresa che ha eseguito i lavori trasmette allo SPSAL una copia del formulario di identificazione per il trasporto dei rifiuti contenenti amianto.

La destinazione sarà quella dell’impianto di smaltimento autorizzato prescelto, tra quelli presenti sul territorio. Abbiamo già parlato di queste discariche autorizzate ad accogliere l’amianto nel nostro articolo sullo smaltimento Eternit.

Di solito un’impresa che effettua questi lavori di bonifica e smaltimento degli MCA, è coinvolta in molti interventi. Per questo, dovrà anche inviare una relazione annuale per l’amianto – un modello contenente i dati delle lavorazioni svolte ogni anno allo SPSAL e alle Regioni di competenza territoriale.

Procedura per rimozione amianto

Procedura per rimozione amianto. Preparazione del bancale sul tetto prima della sigillatura e calo a terra per il conferiemento in discarica

Si può riutilizzare il sito bonificato dall’amianto?

A proposito di procedure, dopo la rimozione del materiale contenente fibre di asbesto sarà necessario richiedere una certificazione per poter utilizzare di nuovo l’area del territorio bonificata.

La domanda va presentata sempre allo SPSAL competente, riportando le informazioni sul sito con un riferimento al piano di rimozione amianto eseguito e già presentato all’ente.

A questo punto ci sarà una verifica ambientale, una valutazione dei livelli di concentrazione delle fibre di amianto nell’aria (campionamento per quantificare le fibre aero-disperse.).

In caso di esito favorevole, seguirà un’attestazione di sicurezza del sito rilasciata dalla ASL di competenza (certificato di restituibilità).

Qual è la pratica edilizia per la rimozione amianto

Quando si deve eliminare l’amianto dalle coperture, è necessario non solo inviare il piano di lavoro ma anche presentare una pratica edilizia. Si tratta della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) oppure la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) a seconda dei lavori eseguiti e alla normativa locale. Questi permessi o autorizzazioni sono necessari per integrare il piano di lavoro amianto con la conformità degli interventi alle normative vigenti nel territorio.

  • La CILA è associata di solito a lavori che non modificano la struttura dell’edificio, ma richiedano interventi come la rimozione amianto. Ad esempio, la rimozione di vecchi cassoni dell’acqua in MCA da un condominio. È un documento che va presentato al Comune e include l’asseverazione sulla conformità degli interventi.
  • La SCIA, al contrario, è necessaria quando si effettuano interventi edilizi con modifiche strutturali oppure che hanno un impatto notevole sull’edificio. Si può richiedere, per esempio, nei casi di rifacimento del tetto dopo una rimozione della copertura in cemento amianto (Eternit). Va sempre presentata al Comune di appartenenza e deve attestare la sicurezza e la conformità dei lavori con le documentazioni tecniche richieste.

Documentazione e prassi operativa nelle bonifiche

Queste autorizzazioni fanno parte della procedura amministrativa per la rimozione amianto, che prevede alcuni passi da fare prima della notifica agli enti competenti.

Abbiamo già visto come esistano anche delle verifiche post-rimozione sulla dispersione delle fibre di asbesto, e una documentazione finale sull’esecuzione degli interventi in conformità alle normative sulla sicurezza del lavoro e ambientale.

Queste prassi amministrative sono sempre collegate alle attività operative, formando tutto il complesso delle procedure per la rimozione amianto.

 

Dal punto di vista operativo, si inizia con l’identificazione del materiale contenente amianto (MCA), tramite un’ispezione di tecnici qualificati e poi la pianificazione dell’intervento di rimozione.

Si dovranno specificare le metodologie di rimozione sicura e la gestione dei rifiuti, che poi andranno specificate nel piano di lavoro da inviare prima dei lavori.

La parte esecutiva dovrà chiaramente seguire le indicazioni dichiarate, fino allo smaltimento degli MCA con trasporto sicuro.

Procedura per rimozione amianto

Procedura per rimozione amianto. Incapsulamento lastre prima della rimozione per impedire il rilascio di fibre in atmosfera.

Il Piano Regionale Amianto Lombardia

Per quanto riguarda l’obbligo di bonifica e la procedura per rimozione amianto della Regione Lombardia, bisogna tenere conto che esistono anche le indicazioni delle normative e disposizioni locali come il D.D.G. n.1785 del 04.03.2014 e il D.D.G. 13237/2008 che propone un indice di degrado amianto – per stabilire i termini della bonifica. La procedura prevede in alcuni casi un piano di lavoro amianto da trasmettere alla ATS (Agenzia di Tutela della Salute) competente per il territorio.

Inoltre, il Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) è una fonte informativa per le attività di bonifica di manufatti contenenti amianto. Si pone degli obiettivi di censimento dei siti dove è presente l’amianto e le attività di rimozione sul territorio lombardo.

Per tali fini ha istituito il Nucleo Amianto che monitora come raggiungere gli obiettivi prefissati, accordandosi con la Direzione Generale Welfare, la Direzione Generale Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile e l’ARPA Lombardia (Azienda Regionale per la Protezione Ambientale).

Per facilitare la procedura per rimozione amianto è stato varato anche l’applicativo Ge.M.A. (Gestione Manufatti in Amianto) che permette di inviare in modo telematico le notifiche e i piani di lavoro di bonifica all’organo di vigilanza competente. Una facilitazione anche per la relazione annuale amianto e per gli interventi di bonifica urgenti.

Pianifica un intervento di rimozione amianto

Se devi eliminare dei manufatti contenti amianto nel tuo edificio, puoi contare sulla nostra professionalità. Siamo un’impresa edile attiva per gli interventi di bonifica con redazione del piano di lavoro e di tutte le documentazioni necessarie.

Inoltre, ti forniamo un supporto esperto per le pratiche di detrazione fiscale o contributi previsti per la rimozione dell’amianto – il cosiddetto Bonus Amianto.

Siamo attivi per interventi conformi alla procedura per rimozione amianto nelle province di Milano, Como, Lecco, Varese, Monza Brianza e in altri comuni della Lombardia.

Chiama ai numeri 031 734043 (fisso) 327 2504555 (cellulare)

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