Scadenza smaltimento eternit
Scadenza smaltimento eternit
Da anni, in prima pagina, su ogni mezzo di comunicazione ed informazionale a carattere nazionale, si discute e ci si interroga sulle tantissime strutture italiane, che sono state realizzate con l’amianto e che, ancora oggi, non sono state smaltite e se è stata fissata una scadenza smaltimento eternit.
I dati di questa bomba ad orologeria, dormiente per troppo tempo, sono assolutamente preoccupanti.
Infatti, sono migliaia le abitazioni che hanno superato, il termine della scadenza smaltimento eternit. In passato, c’è stato un massiccio impiego di materiale contenente fibre di amianto. Veniva utilizzato, per realizzare diverse componenti di un’abitazione.
Questo ha comportato, nell’arco di decenni, una lotta costante, per la rimozione e lo smaltimento delle fibre di amianto. Hanno provocato danni alla salute di tante persone e la salvaguardia dell’ambiente circostante.
Dall’opinione pubblica ai dirigenti politici, ognuno si è espresso sul caso, provvedendo ad arginare questo dramma con l’emanazione di specifiche normative, stabilendo una scadenza smaltimento eternit, che, in realtà, purtroppo, non è mai stata rispettata del tutto.
Qualcosa, ovviamente è stato ma fatto, ma, attualmente, ancora non esiste una mappatura ben precisa di tutte le strutture contenenti materiali tossici da rimuovere e, di conseguenza, da bonificare.
Stime attuali e burocrazia
Si stimano, da alcune stime più o meno ufficiali, che sono ancora moltissime le tonnellate di amianto da andare a prelevare.
In particolare, come anticipato, era stata stabilita una determinata scadenza smaltimento eternit.
In alcuni casi, addirittura diverse Regioni, non hanno nemmeno fatto una stima accurata dell’eternit presente all’interno della propria aria di competenza.
La legge 257 del 1992 aveva stabilito un preciso piano di rientro dalla scadenza smaltimento eternit, operazione che doveva essere effettuata entro 180 giorni.
Ma, burocrazia e modalità italiche insegnano e così, non tutti gli enti territoriali, sono riusciti a rispettare questa scadenza smaltimento eternit.
Fino ad ora, le uniche due Regioni che hanno prefissato, in maniera pubblica, una borderline sono la Lombardia e la Sardegna. La scadenza smaltimento eternit è stata fissata per il 2016 per tutti i lombardi e per il 2023 per i sardi.
A preoccupare, però, alla fine della fiera, è soprattutto l’amianto friabile, che è quello che si sgretola facilmente, liberando, poi, nell’aria tutte le sostanze contenuti in fase di realizzazione e diventando altamente tossico, se viene inalato.
L’amianto può celarsi in qualsiasi parte di un edificio; può essere presente nei rivestimenti dei camini, nella pavimentazione, nelle tubazioni, nell’intonaco; insomma, un po’ ovunque.
Punto di vista equilibrato
Specifichiamo anche che i materiali che contengono questo prodotto industriale, non sono per forza di cose dannosi per la salute di chi abita all’interno del fabbricato che lo contiene.
Aspetto positivo, altresì, è quello che se il materiale è intatto, quindi, ben conservato e non presenta sostanziali crepe, è improbabile che possa rilasciare amianto.
Al contrario, diventa un problema serio, qualora i materiali siano danneggiati ,a quel punto, urge intervenire quanto prima per lo smaltimento dell’amianto.
Per procedere con il lavoro di rimozione dell’eternit, c’è bisogno di un progetto specifico, elaborato da una ditta certificata. L’azienda gestisce il problema senza creare alcun tipo di danno, né alla struttura, né alle persone.
Il responsabile dei lavori si occuperà, in egual misura, del controllo, del coordinamento e della manutenzione delle parti che saranno oggetto di smaltimento eternit.
A chi rivolgersi
Naturalmente, tale operazione di bonifica, deve avvenire in assoluta sicurezza, per evitare una contaminazione da fibre di amianto, rispettando, a tal riguardo, ogni singola norma che prevede la legge.
Ecco perché ci si rivolge ad un’azienda esperta del settore, che una volta analizzato lo stato in cui si trova l’amianto ed il luogo entro cui intervenire, sarà in grado di redigere un progetto più appropriato, in base alla situazione.
Solo così, si potranno stabilire i mezzi con cui intervenire, la metodologia più appropriata alla bonifica, i tempi che saranno necessari e il costo complessivo che comporterà l’intervento completo.
La bonifica, può avvenire in tre diverse modalità.
- Incapsulamento, che rappresenta il processo con il quale si ricostruisce una copertura intorno all’amianto per impedirne la fuga e la dispersione nell’ambiente.
- Confinamento, che si rifà ad una tecnica che consiste nell’isolare l’amianto, chiudendolo dietro a dei pannelli ed evitarne così la dispersione nell’aria.
- Rimozione dell’amianto, che viene completamente eliminato e smaltito in appositi siti di stoccaggio. Il trasporto del materiale in disarica è a volte effettuata dalla stessa ditta che esegue la rimozione.
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