Come si è arrivati alla normativa sull’amianto

Amianto normativa, se l’introduzione della legge numero 257 del 1992 ha sancito la fine dell’impiego dell’amianto per le costruzioni, ancora oggi esistono dubbi in merito alla rimozione sicura.

Amianto normativa

In origine, la legge 257 del 1992 aveva stabilito un termine entro il quale procedere alla rimozione amianto eternitbonificare i siti contaminati dall’amianto (il compito di gestione  per una rimozione amianto eternit sicura spettava alle Regioni).

In realtà, trascorsi più di venti anni, sia gli edifici che i siti che necessitano ancora di risanamento sono molti.

Molte persone, ancora oggi, non hanno alcuna idea di come segnalare la presenza dell’amianto e di come procedere alla sua rimozione. Inoltre come si procede alla rimozione sicura dell’amianto? Pochi conoscono la normativa sull’amianto.

Innanzitutto, deve essere considerato che l’amianto si può trovare all’interno dei tetti (o dei sottotetti), ma anche nelle canne fumarie e nelle cisterne destinate alla raccolta dell’acqua.

È importante sottolineare, però, che la semplice presenza dell’amianto non è, di per sé, indice di pericolo per chi occupa la zona.

La pericolosità, infatti, è determinata dalla friabilità del materiale, determinata da sollecitazioni di vario tipo ecco perchè e molto importante procedere alla rimozione dell’amianto in modo sicuro evitando l’inutile e pericolosa dispersione di grandi quantità di fibre durante la fase di rimozione amianto eternit.Amianto normativa

Per quanto riguarda gli interventi, di rimozione amianto questi ultimi si differenziano a seconda dello stato in cui sono stati conservati i materiali che contengono l’amianto; pertanto, non è possibile indicare, a priori, una modalità standard da applicare per la bonifica dall’amianto.

È necessario un sopralluogo iniziale che ponga le basi per il successivo intervento che solitamente si risolve in queste tre tipi di intervento: 1- Rimozione amianto eternit.; 2- incapsulamento; 3- confinamento, sovracopertura.

La segnalazione dell’amianto

Le ASL della Regione Lombardia, da diversi anni, sono impegnate nell’attuazione delle disposizioni normative relative al risanamento dell’ambiente, alla bonifica e allo smaltimento dell’amianto, attraverso l’applicazione della Legge Regionale n. 17 del 29 settembre 2003 e delle successive modifiche apportate dalla Legge Regionale n. 14 del 31 luglio 2012.


Si ricorda che secondo quanto previsto dal Piano Regionale Amianto della Regione Lombardia (PRAL – 2005) per compiere il “Censimento Amianto”, i cittadini (proprietari, amministratori condominiali, rappresentanti legali, ecc.), responsabili di strutture o luoghi (edifici, box auto, capannoni, condomini, aziende agricole, ecc.), se riconoscono l’esistenza di materiale contenente amianto, sono tenuti a notificarne la presenza alla ASL con la compilazione di uno specifico modulo di censimento denominato “NA1”.
Fino alla fine di Gennaio 2013, la legge in vigore non prevedeva sanzioni in caso di mancata notifica; oggi l’articolo 8bis “Sanzioni e controlli” della Legge 17/2003 prevede sanzioni per la mancata notifica dei manufatti contenenti amianto presenti negli edifici.

Le sanzioni variano da 100 a 1500 euro, secondo i criteri definiti nella recente DGR 477 del 30 Gennaio 2013.

Per rimuovere e smaltire tutte le strutture contenenti amianto ci si deve rivolgere ad aziende specializzate dotate di misure di protezione speciali, che sono a conoscenza della normativa sull’amianto.

Queste imprese, iscritte in un albo particolare, prima degli interventi di smaltimento devono presentare un piano di lavoro allo SPISAL con la descrizione di tutte le misure di prevenzione necessarie.

Rimozione amianto

Il cittadino non ha  la possibilità di procedere autonomamente allo smantellamento dell’amianto adottando delle procedure “fai da te”.

Occorreranno, infatti, delle tecniche particolari e degli strumenti appositi, volti a tutelare la salute di chi interviene.

I danni dell’amianto, infatti, possono anche essere molto gravi per la salute, ragione per cui si deve procedere alla rimozione sicura dell’amianto per mezzo di queste ditte specializzate.

Sono 3 gli interventi che queste aziende possono effettuare. Si tratta della rimozione, dell’incapsulamento e del confinamento.

Il primo si applica quando è necessario rimuovere completamente l’amianto dall’edificio e risulta piuttosto costoso, in quanto lo stesso amianto deve essere sostituito da un altro materiale.

L’incapsulamento è ideale quando il materiale non appare totalmente deteriorato; vengono utilizzate delle sostanze che hanno la capacità di bloccare le fibre, compattandole.

Il confinamento, infine, si applica sulle superfici di grandi dimensioni e permette di isolare le parti salubri da quelle insalubri.

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