Tetto
Tetto, il riparo della casa dall’antichità ad oggi in tante varianti
Uno dei bisogni fondamentali della nostra specie è quello di ripararsi dagli eventi atmosferici, sempre imprevedibili. Per questo, nei secoli è nata l’architettura delle coperture che si è evoluta – dalle prime capanne rifugio ai nostri tetti ultra-moderni.
Vale la pena di approfondire l’argomento con una breve storia del tetto, una parte essenziale dei nostri edifici. Per capire sia da dove provengono molte strutture che ancora oggi costruiamo, sia le tendenze che stanno per rinnovarle.
La copertura degli edifici: cos’è un tetto
Prima di iniziare l’affascinante viaggio nella storia, iniziamo col capire su quale parte ci stiamo concentrando. Perché si può parlare del tetto nella sua evoluzione, ma si deve sempre ricordare che rappresenta una costruzione essenziale di qualsiasi edificio.
Protegge chi si trova all’interno di una casa oppure solo al di sotto di una capanna, ma si può definire tetto anche quello di un pergolato? Anche se spesso per estensione si usa questa parola, in realtà per queste strutture si usa il termine tettoia o copertura.
Perché per tetto si intende la copertura stabile che ricopre un fabbricato che si appoggia sulle mura laterali.
Se i tetti tradizionali erano costruiti da superfici inclinate (spioventi o falde), per consentire il deflusso delle acque, da molti decenni sono in uso anche quelli piani o costruiti con forme un tempo poco utilizzate. È la tecnologia che fa la differenza, e per capire com’è evoluta torniamo alla storia del tetto – in particolare i materiali con cui è costruito e rivestito.
La copertura degli edifici alle origini, nei primi centri abitati
Dove nasce il primo tetto? Anche se non eravamo presenti, sappiamo che nei tempi antichi la storia di tetti e coperture risale a migliaia di anni fa.
È un viaggio affascinante che inizia in epoca neolitica, quando i primi tetti venivano costruiti per impedire alla pioggia e alla neve di entrare nelle abitazioni, al sole di battere in modo troppo cocente; oppure al vento di creare delle correnti d’aria nocive.
Il tetto dell’età arcaica
All’inizio era solitamente realizzato con materiali naturali e locali come foglie, erba e rami, paglia o fango. In Asia, per esempio, i rivestimenti erano spesso fatti con bambù, foglie di palma o altri materiali; mentre in Medio Oriente erano già comuni i tetti piani realizzati con fango e paglia.
Molti edifici presentavano tetti piani realizzati con lo stesso materiale utilizzato per la costruzione. Come le assi di legno e i mattoni di fango che coprivano le antiche case egizie. Oppure le capanne con muri in vimini e fango, i cui manti erano fatti di torba messa sulle travi di sostegno.
La storia delle coperture in alcuni casi ha mantenuto i materiali naturali, come i tetti in paglia popolari in Europa fino al XIX secolo. In molte circostanze, però, i materiali e le tecniche si sono evoluti per realizzare delle strutture più solide.
Nell’antica Cina, intorno al 1000 a. C., comparvero le tegole perfette per un rivestimento resistente e duraturo nel tempo, che permetteva il deflusso della pioggia. Questi materiali divennero sempre più applicati anche in Occidente, fino ad arrivare agli architetti Greci e Romani – famosi per il sistema di tegola ed embrice. Iniziò la sostituzione dei tetti di paglia con le tegole in laterizio, ossia l’argilla cotta, intorno al 700 650 a.C. Da allora furono sperimentate coperture sempre differenti, fino ai capolavori di epoca Romana classica come le cupole in calcestruzzo.
Le coperture nel Medioevo e Rinascimento
Con il progredire delle civiltà, specialmente dopo la caduta dell’Impero Romano, in tutta Europa le tegole per tetti in argilla divennero sempre più popolari, mentre si iniziarono ad usare anche le tegole di ardesia e si svilupparono ulteriormente i tetti in legno.
Le coperture lignee affiancavano quelle con le tegole o il classico tetto in paglia, in base alle diverse zone geografiche. In Italia, il tipico rivestimento con coppi romani o tegole, si alternava a varianti con il tetto in pietra o le scandole di legno – poco apprezzate in un’epoca in cui era facile che prendessero fuoco!
Dal Rinascimento in poi, i tetti si trasformarono in occasioni per decorazioni raffinate o soluzioni architettoniche spettacolari. Pensiamo alle cupole, riprese dall’antichità e portate a nuovo splendore negli edifici pubblici e religiosi.
I tetti dall’Ottocento ad oggi, materiali che cambiano
Fu con la cosiddetta Rivoluzione industriale del XIX secolo che le tegole di argilla vennero prodotte in serie, diventando il materiale di rivestimento più popolare per le abitazioni.
Di contro, in questo secolo furono anche sviluppate le coperture industriali più varie, come i tetti in lamiera ondulata. Altre innovazioni avvennero nei primi anni del Novecento, quando furono introdotte le tegole di asfalto e le tegole di cemento. Fino agli anni Settanta, quando comparvero le tegole di amianto, che ormai sono soggette ad interventi di bonifica amianto – essendo il materiale nocivo.
Sempre negli stessi anni il riparo cominciò a diventare quello che conosciamo in molte città, il tetto piano in cemento o il tetto a terrazza. Diverse coperture sono realizzate con mattoni e cemento armato (muratura), e vengono isolati con guaine e membrane bituminose, elastomeriche, in PVC, in TPO (poliolefina termoplastica), etc. Sono sempre più diffusi i materiali sintetici, insieme al metallo e a nuove frontiere come i materiali plastici.
Ad oggi, si sta facendo una sorta di “marcia indietro”, tornando all’idea dei manti rivestiti con elementi naturali, come i tetti verdi. Una tendenza che iniziò in Germania, quando durante la crisi petrolifera si cercavano alternative “green” che oggi tornano alla ribalta.
L’evoluzione del tetto moderno, tra storia e innovazione
Le strutture attuali possono riprendere le forme classiche, usando materie prime all’avanguardia.
Pensando solo alle tegole, oggi le troviamo realizzate in asfalto, metallo, policarbonato, materiali trasparenti fino alle tegole solari fotovoltaiche.
L’evoluzione dei materiali e delle tecniche di copertura, ha portato a sperimentazioni per ottenere un tetto resistente, efficiente dal punto di vista energetico ma anche ecosostenibile. È una sfida che interessa molti professionisti, che utilizzano diversi strumenti e tecniche per installare e riparare i manti secondo i nuovi criteri.
L’efficienza energetica e i principi green influenzano le tendenze nelle coperture, che alternano storia, natura e tecnologia.
Il tetto con pannelli fotovoltaici integrati, la bioedilizia e le innovazioni moderne della tecnologia sono soluzioni sempre più richieste; sia nei nuovi progetti sia nel rifacimento del tetto.
Le tendenze più stringenti comprendono materiali isolanti all’avanguardia, che possono aiutare a ridurre i costi energetici, mentre rendono comunque le case confortevoli.
Includono coperture sintetiche a base di polimeri, realizzate in plastica o materiali “gommosi”, con rivestimenti in silicone. Tra questi rientrano materiali riciclati, che possono essere usati per creare sommità durevoli ed ecosostenibili.
In alcuni casi, si utilizzano dei software specializzati per creare dei progetti che prevedano ogni dettaglio di efficienza energetica, resistenza al carico e rendimento fotovoltaico.
La sostenibilità del tetto green
Come ci si può aspettare, le tendenze nelle coperture cambiano nel tempo non solo per gli inevitabili sviluppi nel design e nell’estetica, ma anche per le esigenze di adattamento al clima.
Oltre alla grande disponibilità dei materiali, oggi le richieste sono soprattutto legate al risparmio energetico e al cambiamento climatico.
I tetti verdi sono riapparsi come una delle tendenze attuali, che può aiutare a
- gestire meglio l’isolamento della casa (riducono gli effetti delle isole di calore)
- migliorare la qualità dell’aria e l’impatto ecologico di un edificio
- gestire bene il deflusso delle acque piovane.
Le esigenze di efficienza energetica e per un’economia circolare vanno oltre alle forme di progettazione. Che una copertura sia a due falde, ad arco, a farfalla, piana, a cupola o a una falda, si lavora soprattutto sui nuovi materiali. Oppure si torna a quelli naturali, come per i tetti in legno, con tegole in laterizio, i materiali naturali riciclati.
Guardando al futuro delle coperture
Molto probabilmente il settore continuerà ad evolversi, seguendo le nuove tecnologie e i materiali disponibili. Una tendenza che probabilmente continuerà è il passaggio verso un tetto sempre più sostenibile ed ecologico, per contrastare un eccessivo impatto sull’ambiente.
Si diffonderanno sempre più pannelli di materiali riciclati o naturali,
Dall’altra sponda, tra le innovazioni per i tetti saranno sviluppate membrane performanti al massimo per evitare danni e frequenti riparazioni; sia della parte interna sia dello strato più esterno. Alcune innovazioni riguardano le membrane auto-riparanti, formate da materiali elastomerici in grado di sigillare crepe e danni superficiali sul manto.
In più, così come nella copertura sono integrate nuove tecnologie fotovoltaiche o del solare termico, saranno sempre più diffusi i sensori che controllano il clima e regolano alcune varianti (irraggiamento solare, ventilazione, umidità, etc.).
Tra le soluzioni del futuro il fotovoltaico sul tetto è già molto apprezzato, dato che consente di generare elettricità per l’autoconsumo e ridurre la dipendenza dalle fonti di energia tradizionali (non pulite come l’energia solare).
Problemi sul tetto? La soluzione deve essere professionale
Nonostante i progressi nella tecnologia, quando si verificano dei problemi con le coperture vanno risolti con metodi edilizi e competenza in entrambi i settori (innovazione e artigianalità).
Alcuni dei problemi più comuni sono relativi alle perdite da infiltrazioni, dai danni causati da tempeste e dall’usura dei materiali nel tempo.
Anche se si tratta di interventi da affidare alle imprese edili specializzate nella ristrutturazione del tetto, è bene considerare tutti gli aspetti per chiedere un preventivo adeguato.
- Valuta i danni strutturali e quelli estetici, per una stima dei possibili lavori il più completa possibile sulla struttura di copertura.
- Prendi in considerazione le opere possibili in base a diversi criteri: materiali, clima che il tetto deve sopportare, possibilità di durata, efficienza energetica, ventilazione.
- Comprendi la sostituzione dei materiali precedenti, piuttosto che la sola riparazione, perché rimuovendo il primo strato potrai ispezionare le condizioni sottostanti della struttura.
- Includi nei lavori la posa in opera o il rinnovo degli strati impermeabili e isolanti con nuovi materiali disponibili.
- Valuta l’installazione dei sistemi fotovoltaici sul tetto per il risparmio energetico, in base agli incentivi e alle agevolazioni fiscali disponibili.
- Utilizza i migliori materiali che puoi permetterti, evitando soluzioni troppo economiche che ti porteranno a nuovi lavori sulla sommità in pochi anni.
- Fai una stima dei costi con il massimo e il minimo delle opere di rifacimento, per valutare quando del tuo budget vuoi investire nella copertura.
- Quando effettui i lavori tieni da parte tutta la documentazione: preventivi, ricevute, permessi comunali, garanzie.
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