Coppi o tegole
Coppi o tegole: ecco qual è la differenza, anche per il tetto!
Anche se nella lingua parlata sono usati spesso come sinonimi, questi due elementi del tetto non sono la stessa cosa. Dall’origine delle coperture in laterizio degli antichi ad oggi, molte cose sono cambiate ma sicuramente a livello tecnico rimane una diversità tra coppi e tegole. Vediamo la loro storia, e quale scegliere per il cosiddetto tetto in tegole.
Che differenza c’è tra coppi e tegole?
Partiamo dalla loro storia. I tetti in terracotta, materiale usato per tegole e coppi, sono stati costruiti già millenni fa dai Greci, dagli Etruschi e poi dai Romani.
Furono questi ultimi a creare il sistema di incastro che ancora oggi vediamo tra la tegola piatta (tegula) sotto e l’embrice curvo (imbrex) sopra.
La tegola piana era utile a creare uno strato protettivo, l’embrice arcuato sopra facilitava lo scorrimento dell’acqua piovana verso il basso.
Di questi due elementi solo uno cambiò nome col tempo: mentre l’embrice curvo che ricopriva il tetto, con il tempo diventò il coppo.
Ecco cosa si intende per coppi a livello tecnico: l’elemento arcuato e non quello piatto della tegola.
Come si chiamano i coppi del tetto oggi
Il sistema non rimase sempre uguale, però, e ci furono dei cambiamenti:
- i coppi hanno mantenuto la struttura ad arco (un semi-cilindro) ma possono formare la copertura del tetto senza tegole. Si usano due strati di coppi curvi alternati: uno verso l’alto (canale concavo) e un altro verso il basso (copertura convessa).
- le tegole antiche erano piatte, mentre oggi esistono differenti tipi di tegole per tetti, che includono anche le forme curve nel loro design.
- il coppo è a volte detto tegola curva o tegola italiana (embrice) dato che ormai la diffusione delle tegole è ampia, con tante varianti europee.
- ormai la parola tegola indica tutti i laterizi per il tetto; è diffuso l’uso della frase “tetto in tegole” anche per identificare i tetti con coppi in laterizio curvi tipici del paesaggio italiano.
Piano piano, quindi, anche il coppo si trasformò in tegola!
Viene definito “una tipologia di tegola” in diversi testi divulgativi, mentre per gli addetti ai lavori è sempre ben chiara la differenza tra coppi e tegole.
Qual è la migliore copertura per tetti: coppi o tegole?
Se non sai decidere tra i vari tipi di tegole, è normale. Le scelte sono tante, da quelle più ecologiche ai materiali contemporanei, fino ad alcuni classici come i coppi del tetto alla romana.
La decisione sicuramente è legata al perché si mettono le tegole sul tetto: per agevolare il deflusso delle acque piovane. La forma da preferire, quindi è quella legata al tipo di precipitazioni locali.
Ad esempio, in una zona con frequenti piogge a scroscio la scelta potrà orientarsi su tegole di un tipo, mentre un territorio dove le precipitazioni non sono frequenti ma l’estate è lunga, si potranno inserire coppi che oltre a facilitare il deflusso ma proteggono dal sole cocente.
Inoltre, la scelta della tipologia completa il progetto di ristrutturazione del tetto con uno stile unico – perché questa parte occupa una posizione eminente nel design dell’edificio.
Non è solo uno “scudo protettivo” per la casa, ma dimostra il suo carattere. Scegliendo i tradizionali coppi in argilla si avrà un effetto diverso rispetto alle moderne tegole in asfalto oppure a quelle fotovoltaiche – che, però, doneranno un’ottima risorsa energetica. Insomma, il materiale scelto per la superficie farà la differenza, insieme alla forma – coppi o tegole che siano.
La scelta tra tegole o coppi
In linea di massima, i rivestimenti classici con tegole o coppi sono riservati ai tetti a falda. Come abbiamo accennato, si potranno posare:
- coppi curvi accoppiati tra loro, tra concavi e convessi
- tegole in vari materiali e con forme specifiche.
Perché non c’è solo differenza tra tegole o coppi. Esistono differenti tipi di tegole e coppi, e il costo del rifacimento tetto varia in base a quale tipologia si utilizza.
Parlando del materiale, che sia per coppi o tegole in ogni caso dovrà essere leggero e resistente; perché il tetto non va sovraccaricato anche se deve essere protetto. Le varianti come abbiamo visto sono tante: laterizio tradizionale (argilla porosa cotta al forno), cemento, ardesia, metallo, legno, PVC, plastica e polipropilene (adatte a forti venti), pietra, vetro, grès porcellanato.
Per capire qual è il tetto più resistente, bisogna calcolare sempre le condizioni atmosferiche a cui è sottoposto e scegliere le tegole o i coppi adatti.
Ricordiamo altresì che la scelta dipende anche dai vincoli paesaggistici e storico-artistici degli edifici. Se la casa si trova in una zona di interesse architettonico, la scelta della copertura in tegole o coppi sarà stabilita anche da alcune regole edilizie.
Forma delle tegole
Il design di questi elementi può variare con forme curve, piatte, scanalate o ad incastro. Si va dal tetto con tegole portoghesi a quelle olandesi, includendo tanti altri modelli.
Per fare qualche esempio, le portoghesi sono tegole ad onda, con una parte piana e una ricurva, che comprendono quindi i due elementi antichi (tegula ed imbrex). Una variante mediterranea sono le tegole spagnole con file continue di “onde” oppure le tegole marsigliesi, invece, che alternano una forma piatta a dei rialzi e solchi in lunghezza. Nella nostra tradizione esistono le tegole romane, con una forma a trapezio e delle alette sui lati obliqui (per aiutare lo scolo dell’acqua).
In area nordica troviamo coppi o tegole diversi, come le tegole di scandia, con una forma ondulata detta “a scorrimento” che alterna piccole creste e grandi avvallamenti – capovolgono lo schema delle tegole spagnole. In alternativa ci sono le tegole a scaglie piatte e squadrate, usate per i tetti in ardesia – simili alle scandole in legno o in asfalto. Queste forme sono utili per far scorrere acque piovane abbondanti.
Fino alle tegole canadesi, create con materiali leggeri e dotate di strati impermeabili (bituminosi) pensati per contrastare i forti temporali. Su questa scia esistono tegole innovative, realizzate con alti livelli tecnologici per dotarle di vari livelli e strati. Dai primi, il corpo compatto costituito da cemento, sabbia, pigmenti e materiali resistenti, fino all’ultimo che leviga la superficie e rende omogenei tutti gli strati.
Esistono poi le cosiddette tegole solari, ossia le tegole che incorporano celle fotovoltaiche.
Forma dei coppi
Anche i coppi presentano varianti:
- italiani con varianti regionali nei coppi toscani, veneti, piemontesi, siciliani, nel particolare coppo latino e così via;
- esteri come nel coppo di Francia, uno stile ad onda simile alla tradizione italiana, nel coppo di Grecia (un’onda marcata);
- coppi creati per diverse esigenze, come i coppi trasparenti oppure quelli per pendenze ridotte (10%).
Tetti ventilati per il risparmio energetico
Al di là del rivestimento finale, per proteggere la copertura non solo dalla pioggia ma anche per isolarla termicamente, la scelta migliore è quella del tetto ventilato.
In ogni caso, coppi o tegole che si scelgano, si dovrà realizzare una copertura ventilata (a norma UNI 9460:2008) per garantire le migliori prestazioni dell’edificio a livello di efficienza energetica.
L’isolamento termico è la priorità nelle coperture di questo tipo, creati con tegole o coppi posati con sistemi innovativi per la ventilazione del tetto.
È la posa di tegole o coppi che crea una diversità. Gli elementi sono pronti per l’assemblaggio, ma dovrà essere fatto in modo che rispetti il principio della ventilazione. Si dovrà creare una camera d’aria tra il manto di copertura in laterizio e la guaina impermeabile sottostante, per mantenere il tetto ventilato e isolato. Questo sistema potrà essere potenziato dalla scelta del tipo di tegola o coppo da usare, sempre di alta qualità per mantenere alte le prestazioni isolanti.
Di certo, andando a monte la posa può essere diversa tra coppi e tegole, perché spesso i primi richiedono una particolare maestria mentre le seconde si incastrano l’una con l’altra grazie alla scanalatura e ai sistemi di fissaggio. Usare i coppi per rifare il tetto significa prevedere una doppia posa, scegliendo il sistema alternato; uno strato concavo in basso e l’altro convesso in alto, fissati con malta o altri materiali specifici.
In ogni caso, non è consigliabile il fai-da-te – può essere rischioso – quindi si consiglia sempre l’intervento di una ditta esperta nel rifacimento del tetto.
Quanto costa rifare i coppi o le tegole
Un’idea dei prezzi non è semplice da dare, visto che dipende da molte variabili. Si parte dalla superficie complessiva e dal numero di coppi o tegole da utilizzare – di solito si valutano i coppi al metro quadrato. Molto varia anche dal tipo di elementi prescelti: un coppo toscano ha misure minori di una tegola portoghese, quindi ne serviranno di più.
Per fare un preventivo sul costo del rifacimento del tetto in tegole, inoltre, si dovranno valutare manodopera e condizioni di intervento, manto sottostante e altre variabili.
Per ogni dettaglio, puoi rivolgerti ai nostri tecnici General Cover esperti nel lavoro di posa tegole e
manutenzione del tetto. La nostra impresa è specializzata nelle coperture con coppi o tegole in Lombardia, particolarmente nei territori di Como, Milano, Lecco, Monza Brianza e Varese.
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