Superbonus 110%, le novità per ristrutturazioni e seconde caseSuperbonus 110%

Se ne parla da giorni, e sicuramente il Superbonus è uno degli argomenti più discussi in questo momento, a livello di misure prese  per il sostegno al lavoro e all’economia dopo l’emergenza Covid-19.

Per incentivare il settore edile e l’efficienza energetica degli edifici, in particolare, questo sgravio fiscale arriva al 110%.

Praticamente un Ecobonus “Ultra” che, però, comprende anche altri settori oltre alla riqualificazione energetica e, infatti, interessa sia chi lavora nell’edilizia sia chi deve fare dei lavori di ristrutturazione o di rifacimento ingenti.

Superbonus al 110% di cosa si tratta

Questa disposizione fiscale è parte del Decreto Legge Rilancio n. 34/2020, e prevede molte voci sulla detrazione fiscale del 110% per edilizia ed efficienza energetica.

Le nuove riduzioni tributarie sono state introdotte oltre che per gli interventi di efficientamento energetico (Ecobonus che aumenta, quindi) anche per la riduzione del rischio sismico (Sisma Bonus).

Per chiarire meglio le percentuali, il bonus 110% significa che lo stato riconosce il 10% del totale della spesa sostenuta.

Se una persona nel 2020 spende 50.000 euro per i lavori di riqualificazione enegetica, potrà recuperare in 5 anni la spesa sostenuta tramite la detrazione fiscale (sulle imposte fino al 2025).

E non solo, potrà sottrarre dal reddito imponibile anche la percentuale extra del 10%– i 5.000 euro mai spesi, ma comunque detraibili.

La capienza fiscale corrisponde al 110% della spesa dei lavori, e in 5 anni si può recuperare la spesa sostenuta.

Ma non è tutto qui, le agevolazioni sembrano essere anche altre, tramite una possibilità di cessione del credito d’imposta. Vediamo cosa dice il decreto e, anche, le possibili “differenze” che forse saranno attuate rispetto alla DL, non ancora attuato.

 

Per tutte le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, relativamente al miglioramento energetico, il superbonus è attivo con una quota del 110%.

La data del 1 luglio fa comprendere meglio che questo Decreto, seppur in vigore, dovrà essere confermato nell’attuazione dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

La conversione del Superbonus 110% nel Decreto definitivoSuperbonus al 110%, di cosa si tratta

Serve quindi, un Decreto Attuativo, che renda in pratica quello che la teoria vorrebbe e, sopratutto, comprenda magari qualche modifica o dettaglio sull’argomento Ecobonus 110%.

Come il fatto che i lavori soggetti a questo Superbonus fiscale possano protrarsi fino al 31 dicembre 2022.

 

Il passaggio importante per il Superbonus lavori casa 110%, infatti, vedrà la conversione di legge di quanto previsto dal decreto ad aprile, ma ancora ci sono diverse domande che ci si pone rispetto all’attuazione.

Sono, comunque, centinaia gli emendamenti segnalati dalle forze politiche, su cui si voterà alla commissione Bilancio della Camera.

Qui, dov’è partita la conversione del decreto, sicuramente si arriverà ad una definizione; per ora, vediamo cosa è stato definito.

 

Lavori di riqualificazione energetica gratis?

Tornando alla questione fiscale, la normativa per ora prevede 3 opzioni, per ora, che hanno fatto parlare molte persone di “lavori di ristrutturazione gratis”.

In realtà si tratta di lavori legati più all’efficientamento energetico e agli adeguamenti antisismici – lo vedremo in seguito.

In ogni caso, tali proposte sono contenuti negli articoli 119 e 121 del Decreto Rilancio.

 

  • Si può fruire della detrazione fiscale del 110% “spalmabile” in 5 anni.
  • Si può cedere il credito: il proprietario dell’immobile lo trasferisce all’impresa che fa i lavori, o alla banca che li finanzia.
  • Con la cessione si può usufruire dello sconto in fattura anticipato dal fornitore che esegue i lavori. Lo sconto verrà recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta oppure potrà anche cedere il credito ad altri soggetti come istituti di credito e intermediari finanziari.

 

Questi crediti saranno compensabili dal contribuente sul modello F24.

 

I lavori di riqualificazione in casa potrebbero essere a costo zero

Ricapitolando, se vuoi affrontare i lavori di ristrutturazione con detrazione Superbonus 110%, e ti chiedi la cessione del credito come funziona in pratica, seguiamo il primo esempio.

 

Il credito fiscale maturato sui 50.000 euro (l’importo che sarà restituito a chi fa i lavori nell’arco di cinque anni) può essere ceduto dal proprietario dell’immobile.

A chi?
Puoi cedere il credito all’impresa che esegue i lavori, la quale ti applicherà uno sconto in fattura immediato (lavori gratis) e poi lo incasserà dal fisco.

In alternativa, puoi cederlo ad un istituto di credito (banca), oppure ad un intermediario finanziario (assicurazione, società finanziarie, etc.) che ti finanzierà i lavori.

 

La questione è ancora aperta, dato che si dovrà comprendere come gli istituti di credito e gli intermediari intendono procedere per le modalità di cessione del credito, se avranno un costo che renderà i lavori non più gratuiti come sembra, oppure sarà confermato il vantaggio per i proprietari e i condomini.

Nella migliore delle ipotesi, chi fa i lavori in sostanza potrebbe non pagare nulla cedendo il credito, e chi prende il credito vedrà una restituzione da parte dello Stato dell’intera cifra e di quel 10% in più del Superbonus.

Nel caso di chi vuole eseguire gli interventi in casa e anticipare le spese, potrà avere una detrazione nel tempo, abbiamo detto, ma come?
Sconto sul pagamento delle imposte, o restituzione diretta se la somma supera quanto risulta dall’Irpef.

Chi cede il credito d’imposta a quale detrazione ha diritto?Ecobonus 110% quali sono i lavori ammessi

Qualcuno si domanda se con la cessione del credito sugli interventi di ristrutturazione o efficientamento, il bonus resta del 110%.

Un dubbi non a torto, perché la questione fiscale, almeno fin quando non sarà attuata, prevede percentuali diverse.

Chi cede il credito con lo sconto in fattura, non si può aspettare il 10% extra riservato a chi anticipa le spese. Perché?

Chi cede il credito avrà diritto al bonus 100% dell’importo che dovrebbe pagare.

Il soggetto a cui è ceduto (impresa, banca, assicurazione), può recuperare il credito d’imposta al 110%. In pratica chi accetta il credito d’imposta, è come se guadagnasse il 10%.

 

Solo relativamente al Sismabonus, in caso di cessione del credito a un’impresa di assicurazione, con la firma di una polizza che copra dal rischio di eventi calamitosi, la detrazione sarà riconosciuta nella misura del 90%.

 

Ecobonus 110% quali sono i lavori ammessi

Dopo aver tanto parlato di questioni fiscali, vediamo in concreto su cosa si può applicare questo Superbonus 110%.

La conversione in legge dovrebbe, comunque, permettere alcuni interventi edili “gratis” praticamente, come previsto dall’articolo 119 del Decreto Rilancio.

Il Super-sconto fiscale sembra privilegiare i lavori in casa per ristrutturazione, isolamento termico, e in alcuni casi cambio di caldaie, pannelli fotovoltaici e infissi.

Ma non tutti i casi sono accettati, perché la motivazione principale deve essere quella di una riqualificazione ai fini del risparmio energetico.

Quali lavori sono inclusi

Se non si attuano modifiche sostanziali, questi sarebbero i lavori di ristrutturazione e riqualificazione che potrebbero godere della detrazione fiscale 110%.

  • lavori per isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali nell’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso. In questo caso il tetto massimo della detrazione potenziata è calcolato su un ammontare complessivo dei costi non superiore ad Euro 60.000, da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari dell’edificio;

 

  • lavori sulle parti comuni degli edifici che interessano la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti, che saranno rimpiazzati da impianti centralizzati a condensazione, ibridi, geotermici, a pompa di calore. Non integrazione, quindi, ma vera e propria sostituzione. Si possono detrarre al 110% anche gli impianti abbinati a quelli fotovoltaici con i sistemi di accumulo connessi. In questo caso, il tetto massimo per la detrazione è un ammontare complessivo di 30.000 euro al massimo – sempre da moltiplicare per il numero di unità immobiliari dell’edificio. La detrazione è calcolata anche per le spese di smaltimento e bonifica del vecchio impianto;

 

  • lavori di sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti a pompa di calore, ibridi geotermici, abbinabili a fotovoltaici e impianti di micro-cogenerazione – come per l’altro esempio ma che interessino gli edifici unifamiliari. Anche in questo caso, il tetto massimo di spesa è per una somma complessiva di 30.000 euro, e si comprendono anche i costi per smaltimento e bonifica dell’impianto sostituito;

 

  • lavori di efficientamento energetico definiti nel Decreto Legge che comprendono interventi come ad esempio pannelli e schermature solari, le finestre con nuovi Questi interventi, dovranno essere congiunti ad uno dei lavori dei punti precedenti, ossia di ammodernamento dell’impianto di riscaldamento o isolamento termico. In questo caso il tetto di spesa per la detrazione potenziata è diverso a seconda degli interventi.

Per alcuni esperti del settore sarà una corsa alla ristrutturazione, e l’idea di ricevere di ritorno più di quanto si è speso sarà sicuramente una possibilità molto appetibile.

Superbonus 110% sulla ristrutturazioneSuperbonus 110% ristrutturazione

Nel decreto si parla anche di interventi antisismici “speciali” e di recupero del patrimonio edilizio. Questa parte ha fatto pensare che ci fosse una detrazione Superbonus 110% anche per la ristrutturazione classica del bagno o della cucina.

 

È bene chiarire, quindi, che per arrivare al 110% viene specificato come i lavori effettuati devono migliorare l’edificio di almeno 2 classi energetiche.

In alternativa, se non è possibile un miglioramento di 2 classi, si deve raggiungere la classe energetica più alta sull’Attestato di prestazione energetica (APE).

Oltre ai classici lavori di efficientamento energetico della casa, nel Decreto Legge sono attive anche delle aggiunte al 110% per l’applicazione di pannelli fotovoltaici, per l’acquisto di accumulatori e colonnine ricarica per auto elettriche negli edifici.

Quest’ultimo intervento deve essere eseguito congiuntamente ad uno degli interventi “trainanti” di cui abbiamo parlato.

Ma ci sono anche delle novità positive per chi vuole ristrutturare casa, vediamole!

Ristrutturazioni con Ecobonus minore e credito d’imposta

Per i lavori di ristrutturazione in detrazione al 50%, per chi attiva il bonus facciate al 90% e per chi attiva lavori con ecobonus al 65%, è possibile utilizzare la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura.

Questo significa che, in attesa del Decreto Attuativo, potrebbero esserci possibilità di cedere il credito e ottenere sconti immediati anche per lavori di ristrutturazione – attendiamo maggiori chiarimenti.

La trasformazione delle detrazioni fiscali usuali (50%, 65%, etc.) in sconto in fattura immediato oppure in credito d’imposta cedibile, dovrebbe essere possibile anche per spese di

  • recupero del patrimonio edilizio (bonus casa 50% in 10 quote annuali di pari importo);
  • lavori su parti comuni di un edificio residenziale per manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento, ristrutturazione edilizia;
  • lavori sulle unità immobiliari residenziali, anche rurali, per manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia;
  • interventi di efficienza energetica e miglioramento antisismico previsti con bonus dal 50% all’85% in 10 quote annuali di pari importo;
  • lavori
  • lavori di recupero o restauro delle facciate di edifici esistenti, che usufruivano del Bonus Facciate al 90% in 10 quote annuali di pari importo – includono anche pulitura o tinteggiatura.

 

Superbonus per seconde case e strutture aziendali

Sulla questione tra prima casa o seconda casa, per ora il Superbonus 110% può essere applicato sempre quando gli interventi sono antisismici oppure di riqualificazione energetica.

Nella prima versione del Decreto, le seconde case dovevano essere in un condominio per usufruire dello sconto, mentre le seconde case unifamiliari non avevano diritto al superbonus.

 

Diversi emendamenti sono stati presentati, e uno in particolare potrebbe rendere attivo l’Ecobonus 110% anche per seconde case unifamiliari, basta che non siano case di lusso.

Sarà esteso anche per la riqualificazione energetica di impianti alberghieri o sportivi i cui proprietari siano gestori dell’attività.  Questi settori e molti altri necessitano il rilancio economico dopo il “fermo” dell’emergenza sanitaria.

Un’altra estensione del Superbonus potrebbe essere quella agli enti senza scopo di lucro (terzo settore ed enti religiosi), oltre agli immobili per la scuola paritaria d’infanzia no profit.

Rientrerebbero nel bonus 110% anche i beni dei patrimoni immobiliare dismessi da società a partecipazione pubblica, e i beni di associazioni sportive dilettanti.

 

Accedere al Superbonus 110% come funziona?Superbonus 110% ristrutturazione

Per ottenere la detrazione fiscale potenziata, bisogna valutare la tipologia di intervento insieme ad un tecnico qualificato nel settore riqualificazioni e efficientamento (oppure per strutture antisismiche).

Dopo un primo sopralluogo, il tecnico potrà consigliare il lavoro da eseguire e le modalità in atto (quando saranno definitive) per accedere alla detrazione fiscale.

Bisogna, infatti, redigere un progetto che contenga costi e prassi degli interventi.

In questo modo si evita ogni problematica relativa al tipo di risultati da raggiungere (copertura termica, cambio infissi, sostituzione fotovoltaico, etc.).

Il progetto ha dei costi che sono comunque compresi in quelli detraibili con il Superbonus 110%.

Sarà importante il ruolo dei professionisti tecnici, iscritti al proprio Albo Nazionale (geometri, ingegneri, etc.), chiamati alla certificazione energetica e all’asseverazione del rispetto dei requisiti previsti.

Le spese sostenute per gli interventi dovranno essere, infatti, dichiarate congrue rispetto alle normative del Decreto Legge.

Una copia dell’asseverazione andrà trasmessa per via telematica all’ENEA, L’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie Energia, e Sviluppo Economico Sostenibile.

La seconda fase, ovviamente, è quella di contattare un’impresa di ristrutturazioni e lavori di efficientamento energetico affidabile.

Spesso propone anche le prestazioni di un tecnico abilitato.

Un lavoro che viene svolto quindi con un progetto iniziale; una fase di lavori;  una conclusiva in cui si definisce la modalità di pagamento; cessione del credito d’imposta all’impresa stessa oppure ad un istituto di credito.

È bene affidarsi a dei professionisti, quindi, che abbiano anche una competenza nella questione fiscale che emerge con questo nuovo Decreto Legge Rilancio.

Preventivi e sopralluoghi per la ristrutturazione e l’efficienza energetica

Per redigere dei progetti di ristrutturazione e di riqualificazione energetica, puoi rivolgerti ai nostri esperti General Cover.  Seguono il cliente dalla prima fase di sopralluogo fino alla consegna dei lavori completi e al disbrigo delle pratiche di Ecobonus e Superbonus 110%.

Siamo attivi per la ristrutturazione e lavori di efficientamento energetico in tutte le provincie della Lombardia.

Milano, Como, Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Pavia, Mantova, Monza Brianza, Piacenza, Pavia, Varese, Sondrio.

In Piemonte forniamo servizi di ristrutturazione a Novara e Verbano-Cusio-Ossola.

 

General Cover fornisce interventi sempre allineati con le normative vigenti non solo a livello di Superbonus fiscale, ma anche di sicurezza sanitaria. Durante le fasi di sopralluogo, lavorazioni e posa materiali. I nostri tecnici lavorano nel rispetto delle prassi igienico-sanitarie previste per la prevenzione e il contenimento del virus Covid-19.

Gli operatori sono dotati degli strumenti di protezione, mascherina certificata e guanti protettivi, e mantengono la dovuta distanza da eventuali persone presenti negli ambienti.

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