Tetto coibentato, cosa significa avere un ottimo isolamento

Questo termine si sente sempre più spesso nell’edilizia, soprattutto negli ultimi anni grazie alle misure prese per rinnovare gli edifici, dalle facciate al cappotto termico e fino al rifacimento del tetto. Vediamo quindi cosa vuol dire avere un tetto coibentato o meno, e quali vantaggi porta questo intervento edilizio.

Cosa vuol dire coibentazione del tetto

La parola coibentazione deriva da “coibente” ossia un termine che dal latino cohibens ha il significato di trattenere e impedire ed è un sinonimo di isolante. È l’aggettivo adatto ai materiali coibenti, che non lasciano passare calore, suono o elettricità (l’isolamento può essere termico, acustico ma anche elettrico).

Da questa parola, coibentare significa rivestire con materiale isolante un ambiente oppure un impianto. Nel nostro caso si parla di rivestire con materiale isolante la struttura del tetto.

La coibentazione definisce proprio la tecnica di applicare l’isolante, quindi un tetto coibentato sarà quello a cui è stato inserito il materiale di isolamento termico e acustico. In tal modo, con la coibentazione, si blocca la trasmissione di energia termica dall’interno all’esterno.

Cosa si intende per tetto coibentato in edilizia

Una volta chiarito che coibentare significa isolare termicamente, va definita anche la tecnica di coibentazione utilizzata negli interventi di rifacimento del tetto.

Un tetto coibentato è una copertura che ha subito un lavoro per isolare termicamente la sua struttura, di solito agendo su due “fronti”.

Nel primo caso si tratta di evitare la dispersione di calore dal tetto verso l’esterno, utile in inverno.

Nel secondo caso si impedisce con l’isolamento, che il tetto incameri calore dall’esterno in estate.

Questo significa un risparmio a livello di costi energetici, dato che non si sprecheranno risorsa per riscaldare ambienti che subito si raffreddano o si surriscaldano. Un tetto che non è ben isolato disperde fino al 25% del calore in casa (o in altri ambienti), perché è soggetto al cosiddetto “effetto camino”. Quando il calore sale fino al sottotetto, può fuoriuscire facilmente attraverso una copertura non coibentata. Isolando il tetto, i costi energetici grazie al riscaldamento e ad un sistema più efficiente.

Un tetto ben coibentato, inoltre, blocca il passaggio dell’umidità, aiutando la salubrità e il comfort in casa senza rischio di muffe e funghi.

La coibentazione è fondamentale soprattutto negli ambienti del sottotetto abitabile, quindi per chi vuole vivere in mansarda il comfort sarà legato al corretto isolamento della copertura.

Tetto coibentato

Tetto coibentato con pannello grecato spessore cm 10

I principali metodi per coibentare il tetto

La posa dell’isolamento termico può essere applicata sull’intero involucro edilizio, copertura compresa. Per evitare lo scambio di calore puoi scegliere soluzioni diverse, in base alla tipologia costruttiva del tetto e alla scelta tra interno ed esterno.

È necessario innanzitutto ricordare la distinzione tra la coibentazione di un tetto a falde oppure un tetto piano. Dopo di che, una coibentazione si distingue per il posizionamento dei materiali isolanti, che possono essere collocati sul lato esterno o interno delle strutture della copertura.

Isolare il tetto dall’esterno

Si parla in questo caso di isolamento dell’estradosso (extra significa esterno), ossia della superficie esterna dell’edificio.

La coibentazione dalla parte esterna ti permette di non toccare l’interno, ma non sempre è fattibile. Iniziamo dicendo che si tratta di un lavoro importante, perché in una ristrutturazione del tetto dall’esterno la copertura attuale dovrà essere rimossa. Se si sceglie di sostituire il manto di copertura, questa è l’occasione perfetta per isolare tutte le parti esterne del tetto.

Spesso la coibentazione, ossia il rivestimento della copertura dall’esterno, implica che il materiale isolante sia installato sopra la struttura del tetto. Sopra il materiale isolante, si posizionerà la membrana impermeabile che protegge il tetto da vento e acqua.

Ci sono dei vantaggi in questo metodo, dato che si elimina il rischio di ponti termici – i punti in un edificio in cui il materiale isolante è interrotto e il calore può fuoriuscire.
Il tetto viene quindi rivestito di un “guscio” di isolamento continuo, decisamente efficiente.

Isolare il tetto dall’interno

In questo intervento di isolamento dell’intradosso (parte interna) la copertura e la struttura del tetto rimarranno completamente intatte. È un metodo di coibentazione non drastico, con costi inferiori.

Se la struttura delle falde presenta una struttura con travatura, e sul solaio prima del manto si può applicare l’isolamento direttamente tra le travi (in pannelli o altri materiali) tramite incollaggio o fissaggio meccanico. In caso contrario, è necessario costruire una struttura in legno o metallo (controsoffitto), per poter posizionare i materiali coibenti.

Per la parte verso il soffitto degli interni si può usare il cartongesso, oppure alcuni materiali isolanti già forniti con uno strato di finitura. Il lavoro si può effettuare rapidamente e si risparmia sul budget, allontanando i problemi di umidità dall’esterno. Il rivestimento isolante sarà più efficace posizionando anche una barriera al vapore, che possa prevenire la formazione di condensa e muffa. Uno svantaggio? La coibentazione è solo da un lato (interno) e non coinvolge tutta la massa della struttura del tetto. Inoltre, isolando dall’interno si perde spazio, dato che si riducono i volumi degli ambienti sottostanti.

Isolamento del sottotetto nelle coperture piane

Tornando al sottotetto abitabile, il fatto che una struttura piana possieda dei punti deboli proprio sulla superficie, la corretta coibentazione permette o meno la vivibilità di questo ambiente. In alcuni tetti ormai datati, l’isolamento si trova molto al di sotto della profondità dei classici 270 cm, quindi lascia fredda o calda la cosiddetta soffitta o mansarda.

Quando l’isolamento è posizionato tra le travi, di solito si migliora posizionando degli strati spessi di isolamento sopra le travi. In questo modo si trasforma un “tetto freddo” in un “tetto caldo”; i due tipi di copertura sono diversi in base alla posizione tra strato isolante e strato impermeabilizzante. Il tetto freddo mostra uno strato isolante e impermeabile sotto l’intercapedine d’aria, mentre il tetto caldo è formato da uno strato isolante direttamente sotto quello impermeabilizzante ed entrambi sotto il manto di copertura.

Abitualmente si posiziona un nuovo strato di isolamento con pannelli rigidi e una barriera al vapore, poi una membrana impermeabile, da scegliere in base al materiale isolante applicato.
Se non si desidera aumentare l’altezza del tetto piano, è possibile diminuire internamente il soffitto – ma è un intervento abbastanza deciso e costoso per la copertura.

Tetto coibentato

Tetto coibentato con pannelli in fibra di legno

I vantaggi dei pannelli isolanti compositi

Citando i sistemi di coibentazione tetto, menzioniamo questi pannelli come materiali tra i più utilizzati ed efficienti. Facili da installare durante i lavori, i pannelli compositi sandwich sono quelli che difendono la struttura e aiutano a trattenere il calore all’interno dell’edificio.

Solitamente includono:

  • un nucleo di materiale isolante, ad esempio un minerale, il poliisocianurato (PIR), il polistirene sinterizzato espanso (ESP) con addizione di grafite, etc.
  • le finiture esterne con altri materiali, ad esempio acciaio, legno, PVC, etc.

Questi pannelli isolanti sono perfetti per realizzare un tetto coibentato, costruendo un sistema che isola a livello termico, acustico e antincendio. Sono considerati anche come supporto per la posa di manti impermeabili. Il nucleo non viene attaccato da muffe e funghi, quindi non si deteriora nel tempo e riduce i costi di manutenzione.

Quando si scelgono i pannelli compositi con una parte superiore decorata, si potranno installare anche i modelli con colori differenti, per un’estetica simile alle tegole in terracotta o all’ardesia, colorata secondo le preferenze.

Adottando i pannelli compositi, si sceglie un metodo che richiede l’installazione di un sistema di sostegno per essere vincolato con adesivi o per fissaggio meccanico. A volte si preferiscono i modelli di pannello sandwich con un alto indice di sostenibilità, che contengono materie prime riciclate.

Quanto costa il tetto coibentato?

Dopo aver fatto qualche considerazione sui metodi e sui materiali, chiaramente la risposta alla domanda quanto costa rifare un tetto non è una sola. Dipende molto da quali procedure seguire e dalla qualità del sistema di isolamento, anche se si può dare un’indicazione di massima.
I costi generali partono da circa 150 euro al mq per arrivare intorno ai 300 euro al metro quadrato, in base ai materiali e alla necessità di lavorazioni complesse (smantellamento struttura esterna, lavori interni, controsoffitti, etc.).

Si dovranno poi aggiungere i costi per le tegole o il rivestimento del manto di copertura, o per gli eventuali pannelli isolanti sandwich.

Questi dati di budget sono solo indicativi, dato che un progetto per il tetto coibentato può essere molto differente a livello di investimento: serve una nuova copertura o la semplice installazione dei rivestimenti isolanti?

Per l’isolamento tetto il costo indicativo andrà poi valutato in base ai mq da coibentare. Spesso si cerca il prezzo per rifare un tetto da 100 mq ma possono esserci zone di copertura variabili come dislivelli o aperture di ventilazione, che rendono l’impresa più complicata – come nei tetti in legno ventilati.

Realizzare un tetto coibentato

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